Ambiente/ Il prezzo da pagare

Un euro al giorno per il trasporto pubblico. E almeno ventimila firme da portare in consiglio comunale a Lipsia il prossimo 11 dicembre, per “obbligare” la città a decidere. L’associazione ambientalista Ökolöwe ha dato vita in primavera alla sua campagna usando lo slogan che è diventato il cavallo di battaglia della mobilità sostenibile. Diminuire il costo del trasporto pubblico, renderlo accessibile e appetibile, disincentivare l’uso dei mezzi privati, migliorare la qualità delle strade. “365-Euro-Jahresticket” è un messaggio che arriva immediato, anche se non tutti condividono la proposta. Il dubbio è se sia soltanto il costo di un abbonamento a frenare i cittadini dall’acquistarlo o se in realtà non ci siano altri fattori (il tempo, la distanza dal luogo di lavoro, la percezione di una maggiore indipendenza) che spingono all’uso del mezzo privato.

Visto dall’Italia, il costo non sembra davvero il problema maggiore: a Roma un abbonamento mensile costa dai 35 ai 53 euro mentre quello annuale non supera in nessun caso i 250 euro annui, a Milano per la zona urbana si paga una tariffa di 330 euro l’anno, a Torino e Palermo rispettivamente 310 e 300 euro, che nel capoluogo siciliano posso arrivare fino a 500 per l’abbonamento cedibile. Nonostante un costo accessibile se paragonato a quello di un’automobile, il sistema pubblico in Italia non funziona e non attira nuovi clienti, il traffico privato soffoca le città e le rende a tratti invivibili.

Ma in Germania, dove sicuramente il trasporto locale è maggiormente affidabile in termini di linee, orari, capacità, funzionerebbe?

Il governo è disposto a provarci. Nel pacchetto clima presentato lo scorso 20 settembre, al punto 28, è previsto un progetto pilota per sovvenzionare l’esperimento in dieci città tedesche. Quali, ancora non sono state indicate. Sören Pellmann, deputato della Linke eletto a Lipsia, ha presentato il 23 settembre scorso una interrogazione in tal senso, ma una risposta non c’è stata. La questione interessa particolarmente l’amministrazione comunale di Lipsia, che già il 15 maggio ha dato parere positivo alla proposta di studiare un piano per implementare il biglietto a 365 euro. Per l’occasione, i voti favorevoli erano stati 42 (Verdi, Spd, Linke) e quelli contrari 19, provenienti dalle fila della Cdu e dell’AfD.

Le successive riunioni del consiglio hanno continuato a confermare l’interesse sul tema, ma sono mancati gli atti pratici. Il primo problema è quello economico: dove prendere i fondi per coprire il mancato incasso di Lvb – la società che gestisce bus e tram – e dove reperire altre risorse per modellare il trasporto in previsione di una maggiore utenza. A suo tempo l’Spd locale aveva chiamato in causa il governo federale, augurandosi che fossero aumentati i finanziamenti per le politiche eco-sostenibili. Ora si aspetta di sapere se questi finanziamenti arriveranno anche in Sassonia, e dove.

Oltre Lipsia, anche Dresda si è candidata a essere città-test per il 365-Euro-Jahresticket. Il trasporto a prezzo calmierato è stato anche qui uno dei temi della recente campagna elettorale, portato avanti anche dalla Cdu. Gruppi locali come il Vdc contestano l’operazione così come è stata pensata, perché non porterebbe vantaggi, spiegano “se non si estende il servizio anche alle aree intorno a Dresda” e se non si interviene aumentando il costo dei parcheggi. Misura, questa, che ricorre spesso nelle diverse proposte di incentivi al trasporto pubblico. Finora, comunque, a Dresda si è arrivati solo a stabilire che ci sarà una commissione incaricata di verificare la fattibilità. Più o meno si tratta della strada che ha preso anche il consiglio comunale di Chemnitz, che il 30 ottobre scorso si è espresso, su proposta della Linke, a favore dell’introduzione del biglietto da un euro al giorno. L’impegno per adesso è solo politico, occorre attendere la fine del 2020 per sapere se il comitato di valutazione riterrà o meno fattibile il ticket a 1 euro al giorno. La proposta originaria prevedeva una decisione entro luglio ma il sindaco ha ritenuto che sei mesi fossero pochi per capire se diminuire il costo dell’abbonamento annuale (a Chemnitz è di 580 euro, 48,40 al mese) sia un affare conveniente.

Il modello c’è, si chiama Vienna, la città austriaca che ha introdotto il ticket ridotto nel 2012 e se fa un vanto. Ma prima delle modifiche tariffarie l’abbonamento annuale o mensile costava poco più di quanto costi adesso, quindi l’onere a carico dell’amministrazione comunale è stato relativo. Per molte città tedesche non sarebbe così, e non lo sarebbe per Lipsia, dove attualmente un abbonamento ha un costo variabile tra i 646 e gli 802 euro l’anno circa. Ma intanto, per vedere se davvero sia il costo ad avere incidenza sulla scelta dei trasporti pubblici, MDV – Mitteldeutsche Verkehrsverbund, la rete del trasporto extraurbano – ha deciso di regalare, lunedì 11 novembre, 1.111 abbonamenti mensili ai pendolari. Sono andati esauriti in poche decine (undicine?) di minuti. Saranno validi a dicembre, poi a gennaio tireranno le somme. Sarà il 2020 l’anno giusto per cominciare?

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Photo credit: Schnitzel_Bank da Flickr su licenza CC BY-ND 2.0

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