Sassonia: di misure restrittive, pazienti italiani e confini chiusi

Continua la confusione sulle misure restrittive in Sassonia, mentre il numero dei contagiati supera il migliaio. Arrivati stanotte i primi due pazienti dall’Italia, altri 6 attesi nelle prossime ore. 

di Mavi Caporali con la collaborazione di Mara Boifava e Francesco Fulco

Sono arrivati questa notte all’una all’aeroporto di Halle, a bordo di un C-130 dell’Aeronautica Militare, due dei pazienti italiani che verranno curati in Sassonia. Attualmente si trovano all’Uniklinikum di Lipsia. Markus Bien, uno dei portavoce della struttura, intervistato da dpa, ha detto che i due pazienti, provenienti da Bergamo, sono in condizioni critiche e sono ventilati. Nel pomeriggio arriveranno gli altri pazienti attesi in Sassonia e ci sarà una nuova conferenza stampa.

L’annuncio del trasferimento era stato dato ieri in conferenza stampa dal Ministerpräsident Kretschmer, come ultimo punto del suo discorso: “Qualche giorno fa il governo italiano”, aveva detto il governatore della Sassonia, “ci ha chiesto se anche noi nel Freistaat Sachsen avessimo la possibilità di prestare il nostro aiuto alle persone che in Italia non possono essere più assistite dal punto di vista medico. Ne abbiamo discusso insieme, ne abbiamo soprattutto parlato con i medici, i quali ci hanno comunicato di avere la disponibilità e di poter imparare da questa esperienza facendosi carico dell’assistenza medica”.

——> Il video della conferenza stampa 

In Italia, aveva aggiunto Kretschmer, “è al momento in corso decisione molto difficile dal punto di vista morale, che io personalmente non vorrei mai dover prendere, vale a dire quella di scegliere sei persone da caricare su un aereo per trasportarle verso Lipsia e Dresda”. Il Ministerpräsident ha ringraziato poi l’Uniklinikum di Dresda, l’Uniklinikum di Lipsia e la Helios Klinik di Lipsia per l’aiuto. “Credo che si tratti di un importante segnale che dimostra la nostra unione e la nostra volontà di aiutare il prossimo quando ne abbiamo la possibilità. Ci auguriamo tutti che queste sei persone tornino presto in salute e che la guarigione potrà essere motivo di gioia per incamminarci unitamente verso il futuro”.

Per la ministra della Salute Petra Köpping è soprattutto una questione di solidarietà; “Siamo in Europa, dobbiamo essere solidali tra noi”. Ha poi aggiunto che anche altri Länder si sono resi disponibili ad accogliere pazienti provenienti da Francia e Italia.

Di solidarietà europea ha parlato anche Armin Laschet, Ministerpräsident del Nordrhein-Westfalen (che pure in Germania è la regione più colpita, con oltre seimila contagi), che ha detto di essere pronto ad accogliere dieci pazienti italiani che arriveranno, anche loro, a bordo di aerei dell’Aeronautica militare. “Abbiamo bisogno di solidarietà illimitata in Europa”, ha detto Laschet. “Vogliamo preservare lo spirito europeo”. Pazienti francesi sono invece arrivati da alcuni giorni negli ospedali del Saarland, del Rheinland-Pfalz e del Baden-Württemberg.

——> I numeri del Covid19 in Germania

In nessun momento della conferenza stampa di ieri Kretschmer e la stessa ministra della Salute hanno dato informazioni sui pazienti in arrivo: né le loro condizioni, né la malattia da cui sono affetti, né l’età né altro, in conformità al rispetto della privacy che le istituzioni tedesche mostrano di conservare anche in situazioni di emergenza.

Ma la conferenza stampa, a cui oltre a Kretschmer e Köpping ha partecipato anche il ministro degli Interni Roland Wöller, non era dedicata ai pazienti italiani, che sono stati solo l’ultimo dei temi affrontati dal Ministerpräsident. È stata l’occasione di fare il punto sulle decisioni prese il giorno prima alla riunione tra governo e Länder con la Cancelliera Merkel (vedi qui l’articolo) e sulle misure già implementate e da implementare per l’economia – imprese e cittadini. Si è discusso delle limitazioni di uscita, di quello che è permesso e non è permesso , ma non c’è stata molta chiarezza in proposito: il governo dice che arriveranno decreti, ma nel frattempo la stessa polizia che dovrebbe controllare il rispetto delle regole si trova impreparata.

—–> Non ci ho capito un tuit! La polizia sassone risponde ai cittadini. 

“Di quanti chilometri ci si può spostare da casa? Ci sono chiare limitazioni di distanze, ad esempio per fare jogging? Se si hanno parenti in altri Landkreise si possono visitare?”, chiede un giornalista di Mdr (tutte le domande venivano poste via internet). “Ci basiamo sul buon senso”, risponde il ministro dell’Interno. “Non è necessario mettere dei paletti. Se ad esempio da Dresda volete recarvi con e solo con la vostra famiglia ristretta sulla Dresden Heide (il bosco intorno alla città, ndt) potete farlo. Se però voleste attraversare la Sassonia per festeggiare con amici, non è permesso”.  Rispondendo a un’altra domanda, ha detto che tutti i mercati, e non solo quelli speciali come previsto nel decreto, “devono restare chiusi”.

Kretschmer ha riconosciuto che ci sono molte imprecisioni nelle norme dettate. “Sono consapevole della confusione”, ha detto. “Un po’ di confusione rimarrà, non potrà essere discusso ogni singolo caso. È dal decreto che locali, Baumärkte e altre attività devono chiudere e verranno sanzionati se infrangeranno il decreto. Nei casi poco chiari, ci saranno solo ammonimenti. Siamo in una situazione straordinaria”, ha continuato Kretschmer, “che richiede provvedimenti straordinari e flessibili. Cosa è giusto? Giusto nella situazione è evitare il contatto. Se ognuno farà la sua parte, ne usciremo. Non vogliamo annullare completamente l’economia, vogliamo che operai, servizi, imprese continuino a funzionare perché serve la forza economica per riparare i debiti e far ripartire l’economia”.

Ma si è parlato soprattutto di infezioni: la situazione a Zwickau, attualmente la città più colpita con 145 persone contagiate alla data di ieri, l’attesa per l’arrivo delle mascherine protettive (“Le abbiamo ordinate”, ha detto Köpping. “Ognuno cerca di usare i propri contatti, le proprie possibilità per riuscirci (…) cerchiamo imprese per sopperire a questa mancanza” ). Le mascherine, ha spiegato la ministra della Salute, sono attualmente poche in tutta la Germania e servono soprattutto ai dottori e agli operatori sanitari in contatto con persone anziane e malate. “Ci sono molte iniziative per creare mascherine per uso personale, non adatte a uso medico. Vorrei usare l’opportunità per esortare i creativi ad unirsi a queste associazioni”, ha detto.

Infine, la difficile situazione con la Repubblica Ceca, che da domani chiuderà il confine con la Germania anche ai pendolari. Wöller si è detto preoccupato soprattutto perché la misura riguarderà principalmente medici, infermieri e personale degli ospedali. Sono circa 400 lavoratori che normalmente passano la frontiera per prestare servizio nelle strutture sanitarie sassoni. “Sono in contatto con Praga per tenere aperto il traffico verso la zona dei Monti Metalliferi (Erzgebirge) e dintorni”, ha chiarito. “Controlleremo la disponibilità di posti per dormire per i lavoratori cechi e manterremo sicuramente lo scambio di personale sanitario”. Ma stamattina il governo ceco ha confermato che la chiusura dei confini ci sarà. Ai tedeschi che hanno le loro macchine nell’aeroporto di Praga verrà dato tempo fino a venerdì per riportarle in patria.

Sondaggi: La televisone pubblica Ard ha svolto ieri – attraverso Dimat Infratest – un sondaggio sulle misure restrittive: il 95 per cento degli intervistati concorda sulla limitazione (a due persone e dello stesso nucleo abitativo) degli incontri, e solo il 3 per cento si dice contrario. Il 75 per cento si fida della capacità del sistema sanitario tedesco e il 55 per cento si dice preoccupato di contrarre il virus.

Un sondaggio di Lvz, tutt’ora in corso, chiede l’opinione rispetto alle misure adottate: per l’89 per cento è giusto assumerle per il bene della collettività, ma per il 9 per cento lo Stato non può dire a una persona cosa deve o non deve fare.

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