Cassa integrazione, puntare al 90 per cento del salario

Il sindacato Ver.di, che in Germania si occupa del settore dei servizi ed è il più grande sindacato tedesco dopo Ig Metall, ha lanciato una petizione per chiedere che l’indennità di cassa integrazione (Kurzarbeitergeld, KuG) sia portata dal 60 per cento del salario (come è oggi per la maggior parte dei casi) al 90 per cento.

—–> la petizione su Change.org

A causa della crisi economica conseguente all’epidemia Sars-CoV-2, molte aziende hanno chiesto di usufruire del Kurzarbeit. Il governo è venuto incontro loro consentendo la procedura anche in condizioni di minore difficoltà rispetto al consueto. Prima, per poterne usufruire, l’azienda doveva dichiarare una perdita di fatturato tale da dover licenziare – in assenza di aiuti – il 30 per cento della propria forza lavoro. Ora quella percentuale si è ridotta al 10 per cento, per consentire a più aziende di accedere ai benefici della legge. E le richieste sono altissime in tutta la Germania.

“Con l’attuale indennità di Kurzarbeitergeld (KuG) per molte persone sarà impossibile pagare l’affitto, rimborsare un prestito o affrontare i normali costi di gestione”, scrive il sindacato nel suo appello. “Il 60 o 67 percento di KuG non è abbastanza!”. Per comprendere meglio la situazione, Ver.di. porta degli esempi:

  • una assistente di volo presso una compagnia low-cost, con sede a Francoforte, percepirebbe 700 euro circa di cassa integrazione. “Pagare affitto e vivere? Impossibile!”, scrive il sindacato
  • Un lavoratore interinale, sempre in aeroporto, Steuerklasse 3 con figlio, che oggi prende 1650 euro lordi (1223,73 netto), avrebbe di cassa integrazione 819,75 euro al mese. Se invece l’indennità fosse al 90 per cento, il suo reddito salirebbe a 1101,35 euro.
  • Un dipendente senza figli del servizio Horeca (acronimo per hotel, ristorazione, caffé/catering) con un lordo di 2mila euro e un netto di 1415,51 euro avrebbe, con le attuali percentuali, 849,97 euro. Con il 90 per cento, il suo assegno sarebbe di 1273,95 euro netto.

La petizione, iniziata 5 giorni fa, ha attualmente raggiunto 216mila firme. L’obiettivo è ora arrivare a 300mila entro domani mattina (26 marzo) alle 11, quando le firme verranno consegnate alla commissione per le petizioni del governo federale (Petitionsausschuss der Bundesregierun).

Tuttavia, il governo oggi ha stanziato già i soldi da destinare all’indennità di cassa integrazione, senza però affrontare il tema di una sua revisione. Il sindacato spera quindi che il “peso” delle firme possa rappresentare uno strumento di pressione per arrivare a una soluzione.

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