Una strategia europea contro la crisi: uniti ce la faremo

Uscita dalla quarantena la Cancelliera Merkel si è rivolta ai cittadini per chiedere loro di rispettare le rigide regole anche durante la Pasqua, ricordando quindi di non andare in vacanza e incoraggiandoli a essere solidali anche nella distanza. Infine, in una conferenza stampa ha risposto ai giornalisti sulla situazione in Germania e sulle misure – sanitarie, finanziarie e politiche – avviate per superare la crisi.

di Mara Boifava

Nella conferenza stampa del 6 aprile sono stati affrontati molti punti: dall’attuale penuria di materiale sanitario in Germania fino alla situazione sanitaria e finanziaria generale dell’Europa. La discussione è slittata anche su temi scottanti come lo stanziamento dei fondi europei, l’eventuale allentamento dei decreti e il controllo dei confini nell’area Schengen, con il conseguente blocco o passaggio dei pendolari e dei lavoratori stagionali per l’agricoltura.
—–> Video in tedesco della conferenza stampa

Situazione sanitaria, produzione di materiale protettivo e mascherine

In Europa si cerca di trovare delle soluzioni comuni per sopperire alla penuria di maschere e per risolvere i problemi di produzione e consegna. Il ministro federale dell’Economia Altmeier sta curando il progetto di spostare la produzione dall’Asia all’Europa e il tema sarà dibattuto giovedì 8 aprile con l’obiettivo di designare un eventuale luogo di produzione nel nostro continente.

Nel frattempo la Germania sta cercando di garantire l’approvvigionamento di materiale sanitario agli ospedali, ambulatori, così come alle case di cura e riposo e agli istituti per disabili.

Signora Cancelliera, come considera l’affermazione del sindaco di Berlino, che “il comportamento degli Usa sia stato asociale e antiumanitario nel rubare le mascherine”?
Non ho informazioni precise a riguardo, mi è stato riferito dal Senato di Berlino, ma è importante chiarire questo punto. La ditta produttrice non si sa spiegare la questione. Abbiamo opinioni diverse, ma spero che si possa chiarire il tutto al più presto”.

La Leopoldina (Accademia nazionale delle Scienza, ndr) ha consigliato l’obbligo delle mascherine per naso e bocca. Perché non questo non avviene ancora?
L’opinione degli esperti riguardo alle mascherine per uso quotidiano varia continuamente, per ora non erano concordi. È importante, però, non dimenticare le regole igieniche e mantenere la distanza di 2 metri, anche indossando una mascherina. È inoltre importante lavare la mascherina, non portarla troppo a lungo, stirarla ad alte temperature, per annientare la presenza del virus. Il materiale, e soprattutto la cura e l’igiene della mascherina ,sono fondamentali. “Un uso sbagliato sarebbe ancora più negativo che non usare la mascherina”.

Controlli ai confini e passaggio di pendolari e lavoratori stagionali

Nelle scorse settimane sono state stabilite delle ferree regole in collaborazione con il Robert Koch Institut (Rki) al fine di permettere il lavoro stagionale nell’agricoltura. Il programma del ministro federale dell’Interno Horst Seehofer e del ministro federale dell’Agricoltura Julia Klöckner prevede rigide condizioni per regolare l’ingresso limitato di lavoratori stagionali sia stranieri che locali. In aprile e maggio la Germania potrà ospitare fino a un massimo di 40.000 aiutanti agricoli, a condizione che arrivino in aereo e vengano prelevati dagli agricoltori all’aeroporto, che superino un controllo sanitario e che gli alloggi per lavoratori stagionali stranieri siano utilizzati a mezza capienza.
—–> Qui la traduzione in italiano 

Il controllo degli spostamenti dei pendolari tra gli Stati dell’Unione europea è invece ancora da garantire e coordinare nel rispetto delle misure sanitarie. Nel corso della settimana verranno prese delle decisioni in materia dai Paesi o Länder interessati.

Dal momento che il coronavirus ha colpito circa 180-190 Paesi, il Rki è dell’opinione che ormai tutto il mondo sia nel suo insieme un territorio a rischio. Pertanto i rigidi controlli sanitari e le restrizioni di movimento verso la Germania varranno per tutti indipendentemente dal Paese di provenienza. La Germania cercherà tuttavia di tutelare il passaggio dei lavoratori pendolari.

I controlli tra Baviera e Austria e quelli tra Westfalia e Paesi Bassi saranno tra loro diversi. Dipende dai ministri dei Länder o da altro?
In parte dipende dalle esigenze dei singoli Länder, come ad esempio in Baviera. Là i controlli sono stati intensi anche per altri motivi. Anche Baden-Württemberg, Saarland e Renania-Palatinato avevano richiesto di intensificare i controlli quando la situazione con la Francia non era ancora stata regolata. Westfalia e Bassa Sassonia hanno stipulato degli stretti accordi con Belgio e Paesi Bassi per tutelare il passaggio dei lavoratori pendolari e là i controlli vengono eseguiti dalla polizia.

Modifica del programma KfW di crediti

Il programma KfW per le linee di credito è stato leggermente modificato. Il precedente programma garantiva solo il 90% di sicurezza per le imprese ed era molto difficoltoso per le stesse imprese fornire alle banche una prospettiva economica futura. Pertanto è stata concessa, anche a livello europeo, un’esenzione di responsabilità del 100%. I ministri Scholz e Altmeier hanno stanziato anche linee di credito per imprese fino a 800.000 euro per tre mesi di fatturato e di 500.000 euro per imprese fino a 50 impiegati.

Vi sono naturalmente dei prerequisiti, ad esempio la ditta richiedente deve essere sul mercato almeno dal primo gennaio 2019 e avere un bilancio attivo. Gli interessi saranno più alti rispetto al primo programma KfW. Si tratta comunque di importanti misure.

Il 7 aprile si riunirà in videoconferenza il Consiglio europeo  al fine di decidere misure comuni per superare la crisi. La Cancelliera sottolinea ripetutamente come l’Europa si trovi di fronte alla più grande prova dalla Seconda guerra mondiale: a livello sanitario, sociale, politico ed economico. E come tutti gli Stati membri siano stati ormai colpiti dalla crisi. I sistemi europei sono tra loro fortemente interconnessi, quindi perdere uno Stato significherebbe perdere l’Europa. Sono stati particolarmente colpiti in modo preponderante proprio quei Paesi con l’euro come valuta comune e per questo motivo ai Ministri delle Finanze dei Paesi membri è stato chiesto di presentare proposte.

La Cancelliera Angela Merkel: “Abbiamo dato all’Eurogruppo il compito di presentarci delle proposte e, prima di definire la posizione tedesca, ci metteremo d’accordo e ci coordineremo molto strettamente.”

Tra i ministri sono stati chiariti i criteri di discussione:

Il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità o conosciuto anche come Fondo Salvastati).

Secondo i patti europei è permesso usare strategie e misure d’emergenza in caso di catastrofi naturali. L’epidemia COVID-19 è da classificare come tale e pertanto la Commissione Europea può stanziare dei fondi in aiuto ai Paesi dell’Unione. La Cancelliera reputa la proposta SURE (Support to mitigate unemployment risks in the emergency) di Ursula von der Leyen soddisfacente perché mobilita strumenti, come la cassa integrazione europea, per tutelare i posti di lavoro. I prestiti saranno garantiti da un sistema di garanzie volontarie che gli Stati membri si impegneranno a sottoscrivere ed è stato posto un limite di 100 miliardi di euro. Non tutti gli Stati potranno dare le stesse garanzie e per la Germania la cifra garantita dovrebbe aggirarsi intorno ai 7 miliardi di Euro.

Saranno stabiliti anche programmi di ricostruzione post-crisi non solo agli Stati nazionali, ma anche a livello europeo.

Oltre alle strategie dei programmi economici di ricostruzione dovranno essere concordati a livello europeo anche i programmi di digitalizzazione e di salvaguardia dell’ambiente.

Ritorno alla normalità

Signora Cancelliera, circola una lettera del ministero degli Interni riguardo a una data di allentamento dei decreti, all’allestimento di una centrale di comunicazione per Corona e di hotel per pazienti Corona. Inoltre l’Austria avrebbe già annunciato un allentamento delle sue misure. Che cosa ne pensa?
Nel fine settimana (il 3 aprile scorso) la Cancelliera ha già affermato nel suo podcast che è compito suo è compito suo e del Governo federale “pensare a una soluzione graduale per riavviare la vita pubblica. Non è ancora possibile dare una data precisa, è troppo presto. Gli ultimi dati dell’Istituto Robert Koch, per quanto alti, danno molto prudentemente un po’ di speranza, in quanto l’aumento delle infezioni appena confermate procede un po’ più a rilento rispetto a qualche giorno fa. Ma è decisamente troppo presto per riconoscere una tendenza positiva e ancor di più solo pensare di allentare le regole. L’Austria è sempre in anticipo, ma la Germania deve valutare la situazione sul proprio territorio, con i propri dati.

La sanità avrà sempre la priorità anche quando verrà riavviata vita pubblica e varrà sempre il presupposto, che viviamo ancora in una pandemia: il virus non scomparirà. Per ora non è possibile aggiungere altro. Lo studio della Leopoldina a riguardo verrà pubblicato dopo Pasqua”.
—–> Il podcast della Cancelliera in tedesco
—–> La traduzione in italiano del podcast

Signora Cancelliera, quali sono i criteri per allentare i decreti?
Ci sono diversi criteri concatenati: il fattore di riproduzione del virus R0, ovvero il fattore di contagio; l’aumento dei casi che ha portato al sovraccarico del sistema sanitario, la relazione della quota dei guariti rispetto a quella dei contagiati. Alcuni di questi dati sono ancora sconosciuti. Pertanto non è ancora possibile allentare i provvedimenti, per ora i decreti resteranno validi fino al 19 aprile, poi bisognerà valutare nuovamente la situazione.

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