Fase due, non è ancora il momento

Le anticipazioni delle scorse ore sono state quasi tutte confermate. La Germania entra nella fase due a piccoli passi, aumentando il numero di attività consentite senza però allargare del tutto le maglie. 

di Mavi Caporali

Torneranno i bambini negli Spielplätze, se i singoli comuni lo permetteranno. Torneranno i fedeli nelle chiese, rispettando distanze e numeri. Torneranno anche i clienti da parrucchieri e barbieri, che affilano già forbici e rasoi dopo quasi due mesi di inattività. Le nuove regole concordate tra governo federale e Länder allentano solo parzialmente le misure restrittive – resta, ad esempio, il divieto di contatto con più di una persona al di fuori della cerchia familiare – ma consentono la ripresa di molte attività. Si tratta in larga parte di quelle che avrebbero dovuto riaprire due settimane fa ma che poi erano rimaste fuori dal decreto del 20 aprile. Tra queste ci sono gli zoo, la cui situazione tragica era stata oggetto di molte critiche. I musei, se si riusciranno ad attrezzare, potranno avere di nuovo visitatori, ma non in gruppo.

——> La conferenza stampa della Cancelliera Angela Merkel 

Si dovrà invece aspettare ancora per una decisione sulle scuole e sugli asili. Il 6 maggio ci sarà una nuova deliberazione per capire se riportare gli scolari a scuola oppure no. Sul rinvio della decisione potrebbe aver pesato il rapporto uscito proprio oggi – a cura del virologo Christian Drosten, dello Charité di Berlino – sulla contagiosità dei bambini anche in caso di asintomaticità. Nella conferenza stampa sono state molte le domande rivolte alla cancelliera su questo tema, che interessa non soltanto per il risvolto sulla socialità dei bambini ma anche per le conseguenze che avrà sulle famiglie richiamate al lavoro. Prima della Conferenza, la Renania Westfalia aveva annunciato l’intenzione di riaprire le scuole già dall’11 maggio, in assenza di una politica concordata.

Angela Merkel ha insistito di nuovo molto sulla necessità di contenere le infezioni, anche se la situazione in Germania – a dispetto dei titoli errati sulla stampa italiana – resta sotto controllo. I posti in terapia intensiva disponibili sono oltre il 40 per cento del totale ma nel documento finale si sottolinea anche che è necessario riprendere le normali attività ospedaliere perché non è utile privilegiare una tipologia di pazienti (in questo caso, gli affetti da Covid-19) rispetto agli altri. Alla data di oggi, i casi totali sono 159.119, con esito fatale per 6.288. Ma le differenza regionali ci sono e pesano: se in alcuni Länder – come ad esempio in Mecklenburg Vor­pommern – l’incidenza di Covid-19 è di 43 casi ogni 100mila abitanti, in altre regioni, come la Baviera, sale fino a 322. In Sassonia è di 112 casi ogni 100mila abitanti.

Proprio per questo motivo sarà necessario, è stato sottolineato, valutare anche i differenti andamenti del virus tra i Länder e se necessario tornare indietro su alcuni allentamenti decisi oggi.

Intanto sono stati diffusi dalla Bundesagentur für Arbeit  i dati sull’andamento del mercato del lavoro: si parla di cifre record per la disoccupazione (+ 308 mila disoccupati nel mese di aprile, dove tradizionalmente il numero scende in conseguenza dei lavori stagionali ) e altrettanta crescita per la cassa integrazione, che riguarda ormai 10,1 milioni di persone.

 

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