Kretschmer, le prime anticipazioni in attesa del decreto.

Dopo la riunione di ieri, i singoli Länder si assumeranno la responsabilità delle future decisioni. Il premier della Sassonia Kretschmer aveva anticipato già prima della Conferenza le sue intenzioni. Eccole, punto per punto. 

di Mara Boifava

Se il numero di nuove persone infette rimarrà basso i Länder prenderano decisioni autonome per i prossimi allentamenti sulla base di una strategia federale comune, delle norme d’igiene e nel rispetto della distanza minima di 1,5 metri tra le persone. Le decisioni verranno prese tenendo però in considerazione anche le caratteristiche specifiche dei Länder e la rispettiva incidenza dell’infezione.

Tale affermazione era già stata annunciata la mattina presto del 6 maggio dal Ministro sassone Kretschmer, intervistato a Dresda da un giornalista del Morgenjournal ZDF prima della riunione telefonica con la Cancelliera e gli altri Ministri.

Kretschmer sottolinea come la situazione in Germania non sia più così drammatica grazie alla preparazione e alle rigide regole attuate finora. La situazione è migliorata, tuttavia si dovrà continuare a prestare attenzione a distanze e igiene, a seguire le misure generali dei decreti, imparare a convivere con il virus e a trarre insegnamento dalle esperienze con il virus. Inoltre le esigenze e le situazioni nei diversi Stati si presentano estremamente variegate e per rispettare queste diversità, ha detto il Ministerpräsident,  “è giusto restituire le responsabilità” ai singoli Länder.

Questo significa che Stati meno colpiti come la Sassonia allenteranno più velocemente le restrizioni rispetto agli Stati più colpiti come la Baviera. “Se in una regione salirà il numero dei contagi in maniera esponenziale e in breve tempo”, spiega Kretschmer, “allora là dovranno essere adottate delle misure restrittive a livello locale”.

Qui trovate l’intervista in tedesco e qui sotto si trovano le risposte del Primo Ministro.

  1. Ministro Kretschmer, conferma che il Governo federale ha affidato la responsabilità di ulteriori allentamenti ai Länder . Cosa ne pensa?

Abbiamo una responsabilità comune, che finora ha dato ottimi frutti. La Germania ha superato molto bene la crisi: abbiamo spento un incendio, ci siamo preparati, aumentato le capacità degli ospedali, valutato e sviluppato studi scientifici. Ora abbiamo una nuova situazione e la situazione è cambiata molto. Il virus non è meno pericoloso, ma la possibilità di contagio in Germania è drasticamente diminuita. Tra gli Stati ci sono ancora grosse differenze: per quanto riguarda il numero dei contagi le differenze tra il confine occidentale della Germania in Saarland e quello a est con la Polonia non potrebbero essere più grandi. Pertanto è giusto restituire la responsabilità ai singoli Stati. Le misure federali unitarie erano giuste quando il rischio era molto alto e la protezione della popolazione poteva essere garantita solo da queste misure federali. Ora è diverso, dobbiamo restituire la responsabilità ai singoli. Dobbiamo garantire che si tenga maggiormente conto delle specificità regionali. Ciò significa che in Mecklenburg Vorpommern, Sachsen Anhalt e anche qui in Sassonia potremo procedere più velocemente rispetto a quanto sarà possibile in Baviera o Saarland.

2. Come si spiega allora, signor Ministro, che prima si parli di un programma comune e ora da ogni Stato giunga un allentamento diverso e proprio prima di un incontro in cui Stato e Länder volevano mettersi d’accordo?

Abbiamo un piano d’azione comune ed è necessario. Abbiamo bisogno, ad esempio, di una linea d’intesa comune. Quale ruolo hanno i bambini nel diffondere il contagio? Solo insieme è possibile valutare la complessità dei dati scientifici degli esperti, che presi nella singolarità non hanno molto significato. In tal modo sarà possibile stabilire un piano comune per scuole e asili, tuttavia è giusto e necessario che ogni Stato proceda in base ai casi di contagio nella regione. Questo significa che in una regione con ancora molti casi di contagio e nuove infezioni ogni giorno sarà necessario procedere più lentamente di quanto si faccia nelle regioni dove non ci sono stati casi negli ultimi giorni.

3. Ogni Stato è responsabile di se stesso, come ha detto la Cancelliera. Se aumenteranno le infezioni allora ogni Stato ne sarà responsabile. Cosa succederà, ad esempio, durante il ponte della Pentecoste, quando i sassoni insieme a molti altri soggiorneranno al Mar Baltico? Cosa succederà se l’infezione si diffonderà nuovamente in Sassonia dopo il ritorno dei turisti?

Anche in quel caso servirà un’intesa, una strategia comune. Vi ricorderete sicuramente che siamo sempre tornati su questo tema nelle ultime settimane. Dobbiamo evitare che diventi necessario fermare un intero Paese o Stato. È normale che aumenteranno i contagi, ma questi devono rimanere confinati a livello regionale e una consapevolezza comune sarà quindi fondamentale. Deve essere chiaro che se in una regione salirà il numero dei contagi in maniera esponenziale e in breve tempo, allora là dovranno essere adottate delle misure restrittive a livello locale. Nel frattempo collaboriamo gli uni con gli altri, ci siamo preparati e abbiamo risposte scientifiche alle domande sui rischi dell’infezione. Nel frattempo è risaputo che la maggior parte delle infezioni è causata da un contatto corporeo ravvicinato, e meno attraverso contatti fugaci con oggetti o persone. Pertanto è possibile far ripartire diverse cose indossando le mascherine. Inoltre è stata raggiunta una consapevolezza da parte di quasi tutta la popolazione, ad eccezione di pochi che ancora pensano egoisticamente, dell’importanza di almeno 1,50 metri di distanza tra le persone. Quindi è importante usare l’opportunità di ridurre i costi sociali e dell’economia e di tornare alla normalità. Questo virus ci accompagnerà nei prossimi mesi e dobbiamo imparare a condurre una vita responsabile con questo virus. Da questo ripartiremo.

4. Un’ultima domanda sul calcio: RB Leipzig si sta allenando da ieri. Verrà deciso oggi se la Bundesliga ripartirà?

Anche in questo caso vale ridurre i costi sociali e dell’economia. Se è presente un piano di sicurezza responsabile e i vari requisiti sono stati chiariti nell’ambito dello sport, se è possibile la trasmissione delle partite in Free-tv, allora lo permetterò e avremo la possibilità di imparare. Ad ogni modo dopo l’estate anche questo ambito non potrà ripartire completamente. Non possiamo pensare che sia tutto come era mesi fa, dobbiamo accumulare esperienze, che poi useremo in altri ambiti. Per tutti questi motivi vorrei dare questa opportunità al calcio.

Il forte desiderio dei singoli Länder di autonomia ha portato alla responsabilizzazione dei singoli Stati e a ulteriori alleggerimenti dei decreti. Rimarranno le restrizioni dei contatti, l’obbligo delle mascherine nei negozi e sui mezzi pubblici, le misure sull’igiene e sulla distanza minima interpersonale di 1,5 metri. In cambio tutti i negozi potranno riaprire, indipendentemente dalla loro superficie, la riapertura e gestione di scuole, asili, ristorazione dipende dai singoli Länder e tutti gli sport all’aperto saranno permessi mantenendo le misure di sicurezza.

(foto di copertina di Stephan Röhl su licenza Creative Commons)

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