A che ora è la fine del mondo?

Demo gegen Corona: complottisti, cospirazionisti, nazisti e populisti. Ma non solo. Come l’estrema destra cavalca la paura.

di Paola Mirenda

L’appuntamento a Lipsia era per sabato alle 16, nella centrale piazza del mercato, dove i dimostranti “gegen Corona” e cioè contro le restrizioni imposte per limitare i contagi da Covid-19, avrebbero esposto le loro motivazioni. Non era la prima manifestazione da loro indetta ma stavolta ad attenderli – non esattamente a braccia aperte – ci sarebbero state le organizzazioni giovanili di Spd, Grunen, Linke. Perché, dicono, non ci può essere spazio per teorici della cospirazione e nazisti. E chi manifesta gegen corona  “abbraccia una o entrambe le ideologie”.

È davvero così? Come è possibile che le proteste contro la società del controllo, cavallo di battaglia di molti gruppi di estrema sinistra, siano finite in mano alla destra? Ed è giusto lasciare che sia l’ideologia nazi a cavalcare tutto questo? Da sinistra molti se lo sono chiesto, in Germania come in altri Paesi europei. Le informazioni contradittorie e a volte confuse sul virus, le misure considerate eccessive e soggette a interessi economici (in Italia, le fabbriche aperte in Lombardia), l’arbitrarietà delle azioni della polizia, l’assunzione dei pieni poteri di alcuni governi (vedi il caso dell’Ungheria), la diversa interpretazione degli standard dell’Organizzazione mondiale della salute hanno lasciate perplesse molte persone. A questo si aggiunge una diffusione incontrollata di notizie non solo attraverso i social network ma anche attraverso i media mainstream. Un “di tutto e di più” che in molti casi ha minato la fiducia nelle istituzioni. Il risultato non è stato uguale ovunque, eppure alla fine tutto si è saldato sotto un unico segno: quello dell’estrema destra. Per chi se lo ricorda, anche Pegida è iniziata così: fintamente democratica, populista, anti-sistema. Allora la parola d’ordine era quella del 1989. “Wir sind das Volk”. E anche stavolta risuona nelle manifestazioni.

All’inizio erano decine, poi centinaia, infine migliaia e poi decine di migliaia. Di settimana in settimana sono cresciute in tutta la Germania le proteste nei confronti delle misure prese. Il 9 maggio scorso a Stoccarda era stata chiesta una manifestazione per 50mila persone. Le autorità hanno autorizzato un massimo di diecimila persone. Impossibile dire quante fossero davvero, perché le distanze imposte dai regolamenti rendono del tutto inutili i vecchi calcoli che si facevano per determinare la portata di un evento. Ma le immagini registrate al Cannstatter Wasen raccontano di una partecipazione massiccia. Gli organizzatori un numero lo azzardano: ventimila. Per questa settimana hanno rilanciato chiedendo una manifestazione di 500mila persone. Le autorità hanno negato il permesso, consentendone solo 5mila. Stoccarda non è stato un caso isolato. Berlino, Francoforte, Monaco hanno visto analoghe iniziative. Così come è stato in centri più piccoli che a livello nazionale non fanno notizia. Passo dopo passo, striscione dopo striscione, cartello dopo cartello. A Berlino sono le Hygiene-Demos, a Stoccarda è l’iniziativa Querdenken 711, altrove è la Widerstand 2020 che ora si vuole fare partito.

Tra i protagonisti, molte star “social”. Come il cuoco vegano – noto per i suoi libri di cucina e le trasmissioni televisive – Attila Hildmann, ormai assurto a re dei teorici della cospirazione. Hildmann parla di un “nuovo ordine mondiale”, sul suo canale telegram posta immagini di sé armato e pronto, appunto, alla resistenza. Dice che la mascherina “è la nuova svastica”, ma poi pubblicizza apertamente i “Cittadini del Reich” e fa promozione al leader del Movimento identitario tedesco. La catena di supermarket Kaufland, che vendeva prodotti col marchio del cuoco vegano, ha interrotto la collaborazione con lui e altrettanto ha fatto Vitalia, catena del biologico. Hildmann non è l’unico volto famoso a prestare la sua immagine e mettere il suo impegno contro quella che chiama “dittatura corona”. Altrettanto e forse anche più noto è l’ex redattore Ken Jebsen, ora star di youtube, capace di computare milioni di visualizzazioni nei suoi video. Jebsen non è un cospirazionista di primo pelo. I suoi video circolano da tempo, hanno un format consolidato (“solo io vi dico le cose come stanno!”) e attirano migliaia di spettatori. Jebsen domina le manifestazioni nella capitale, Berlino, e ha scelto un luogo simbolo della città per le proteste: la Volksbühne. Ma i vertici del popolare teatro hanno voluto prendere le distanze. Un grande cartello avverte che non c’entrano nulla con gli organizzatori delle Hygiene-Demos e denunciano le manovre della destra per appropriarsi di temi e spazi storicamente democratici – e il nazismo è il contrario della democrazia. Sabato 15 maggio sono arrivate in sostegno del Volksbühne anche le “nonne contro la destra” (Omas gegen Rechts), dopo che nelle settimane scorse gruppi di sinistra avevano organizzato contro dimostrazioni.

Alcuni media tedeschi ricordano come le manifestazioni fossero iniziate proprio da sinistra. Inizialmente si parlava anche di “eventi trasversali”, con le piazze occupate da mondi variegati ma con l’obiettivo simile: difendere la Costituzione come valore fondante della Repubblica. Ma c’è voluto pochissimo perché la scena si popolasse di personaggi oscuri – spesso proprio neri neri. Indicano sempre lo stesso nemico: il dominio ebraico del mondo, che si tratti di Georges Soros o di Bill Gates. E la loro arma per dominare è, ovviamente, il vaccino contro il Covid19.Il governo, gli istituti medici, i leader politici hanno spiegato in tutti i modi che non ci potrà essere – non in Germania, almeno – l’obbligo del vaccino. Ma “Zwangsimpfung” è la parola che domina i discorsi e la più scritta nei cartelli portati alle demo. La rilanciano i politici di AfD, che sono sempre più presenti all’interno delle demo, frequentate anche da personaggi come Udo Voigt, europarlamentare ed esponente di spicco dell’Ndp. “L’estrema destra sta condizionando le proteste”, avverte il Bundesamt für Verfassungsschutz.

Sono solo populisti dell’estrema destra, “negazionisti sanitari” e no vax? Bastano gli anticorpi democratici contro il nazismo per prenderne le distanze? Da un lato, sì. Ma la platea di oppositori delle misure restrittive non può essere liquidata in questa maniera né ridotta ai nostalgici del Terzo Reich. Contro il rischio per la democrazia rappresentato dalle misure restrittive ci sono quanti hanno manifestato – sfidando i divieti, ma a distanza e mascherina sulla bocca – il primo maggio a sostegno delle lotte sindacali e dei lavoratori colpiti dalla crisi economica, o l’8 maggio nell’anniversario della caduta del nazismo. Ci sono quelli che hanno insistito, in tempi di divieto di assembramento, per inventare forme creative a difesa dei migranti e per l’Europa senza confini. Tra i critici delle restrizioni vanno annoverati personaggi pubblici come Christian Walther, presidente dell’Associazione giornalisti di Berlino-Brandeburgo, che dalle colonne del Tagesspiegel ricorda i numeri dell’influenza 2017/18: oltre venticinquemila, dice “senza risonanza mediatica né lockdown”. C’è l’ex ministro degli Interni, il liberale Gerhart Baum, che mette in guardia contro il rischio di superare i confini imposti dalla Costituzione. “Attenti alla follia del virus!”, dice in una intervista con Der Spiegel. “La Costituzione si applica soprattutto in tempi difficili. Possiamo conciliare entrambi gli obiettivi: Costituzione e protezione della salute”. Si può, si deve. Lo chiedono gli attivisti che si occupano di diritti digitali, lo chiedono quanti contestano la pericolosità insita nell’uso dei dati personali per tracciare il percorso del virus.

La possibilità di critica c’è e non passa per complottismi e teorie della cospirazione. Contro la quale toccherebbe usare anche l’ironia.

 

Sabine Leidig, deputata della Linke per il Land dell’Essen, ha registrato casualmente l’annuncio del controllore del treno Ice sul quale viaggiava. Le consuete informazioni ai viaggiatori, il benvenuto a bordo, poi la frase inaspettata (e inconsueta per i tedeschi): “Se non avete una mascherina, potete acquistarla a bordo del treno nel vagone ristorante, carrozza 25. E infine, una nota a tutti i teorici della cospirazione a bordo con noi: ricordate che il governo federale raccoglie segretamente campioni di saliva per produrre un vostro clone e sostituirvi. Pertanto, indossate sempre la maschera protettiva per impedire al governo di ottenere il vostro Dna. Grazie anche a nome di tutti gli altri viaggiatori! ”

 

foto di copertina: screenshot dal canale Youtube di Stuttgarter Zeitung & Stuttgarter Nachrichten

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