La salute è un diritto, il vaccino non è un obbligo

Il crescente bisogno di assistenza a lungo termine per la popolazione che invecchia è una grande sfida per la società. Sempre più persone dipendono dall’aiuto e dall’assistenza. La ministra della sanità Petra Köpping ne parla in un comunicato stampa e coglie l’occasione per ribadire la non obbligatorietà del vaccino COVID-19.

di Mara Boifava

Alla fine del 2017, 204.797 persone in Sassonia avevano beneficiato di servizi dell’assistenza sanitaria. Si tratta di un aumento del 22,8% rispetto al 2015. Riguardo a questo aumento di persone bisognose di cure e dei costi si è espressa la ministra della sanità Petra Köpping:

“È un risultato della riforma globale dell’assistenza sanitaria che il numero di persone che possono usufruire delle prestazioni e dei servizi sanitari sia aumentato. Oggi, un numero notevolmente maggiore di persone ha accesso alle prestazioni dell’assistenza sanitaria. Questo rende la vita quotidiana molto più facile per le persone che hanno bisogno di cure e per i loro parenti. D’altra parte, l’espansione del sistema porta anche ad un aumento dei costi”.

Alla mozione del partito Die Linke riguardo alla necessità di un’assicurazione sanitaria completa e di una copertura dei costi da parte dello Stato per le persone bisognose di cure, la ministra ha ribadito l’importanza di uno sviluppo dei sistemi di sicurezza sociale per sostenere la continua crescita della necessità di finanziamento del sistema di assistenza sanitaria.

“Dobbiamo vedere cosa è appropriato alla realtà della vita di oggi. Se necessario, occorre trovare un nuovo equilibrio tra le possibilità finanziarie delle persone interessate e dei loro parenti e le possibilità di sostegno statale finanziate dalle tasse. Il mio obiettivo come ministro della sanità è quello di limitare i contributi personali nelle cure ospedaliere. Mi impegno a finanziare in modo sostenibile le prestazioni fornite dall’assicurazione sanitaria. L’assistenza deve rimanere accessibile a tutti. Non è intenzione del legislatore che i costi crescenti a favore di una migliore assistenza sanitaria siano sostenuti solo da coloro che hanno bisogno di cure e dai loro familiari. Nessuno dovrebbe sostenere un carico individuale non più sopportabile o addirittura essere messo a rischio di povertà in età avanzata perché i costi dell’assistenza sono in aumento. Per questo motivo nelle case di cura e riposo è stato introdotto un contributo individuale uniforme valido in tutte le strutture. Non è giusto che il costo di un posto in una casa aumenti con il crescente bisogno di assistenza. Ormai è una cosa del passato e anch’io ho lottato per questo”.

Un altro tema caro alla ministra della sanità è quello del vaccino contro COVID-19 e l’ulteriore smentita del presunto obbligo di vaccinazione. In seguito alla mozione dell’Afd “Proteggere la popolazione e preservare la libertà! Opporsi fermamente alla vaccinazione contro Corona” la ministra Köpping ha ribadito come il vaccino sia fortemente consigliato, ma non obbligatorio. Sarà, infatti, su base volontaria e responsabile:

“Il governo federale ha ripetutamente sottolineato che una possibile futura vaccinazione corona non verrà resa obbligatoria. Anche questo è in linea con la mia convinzione: la vaccinazione protettiva contro il virus SARS-COV-2 dovrebbe essere effettuata su base volontaria. L’accusa che la vaccinazione sia obbligatoria o che addirittura che le persone vi verranno costrette è un’insinuazione deliberata che non ha alcun fondamento”.

La ministra spera che un adeguato vaccino contro l’infezione sia disponibile il più rapidamente possibile. Purtroppo non si sa ancora molto sul virus, sulla malattia e sulla sua trasmissione, sul suo decorso e anche sulle conseguenze a lungo termine. Non è ancora chiaro come si svilupperà questa pandemia. Attualmente, il numero giornaliero di nuove infezioni è fortunatamente basso nonostante gli allentamenti alle misure restrittive. Fino al vaccino COVID-19 ci sono anche altri modi per proteggersi, come ad esempio mantenere distanze e rispettare le norme igieniche oppure a pazienti ad alto rischio e al personale medico e infermieristico è consigliato un vaccino contro l’influenza in autunno o inverno. In questo modo si spera di ridurre il numero complessivo di malattie e di diminuire l’impatto dell’onda influenzale. Inoltre, in caso l’influenza potrà essere esclusa più rapidamente e si potranno effettuare test più mirati all’infezione da SARS-CoV-2.

Bild von Gerd Altmann auf Pixabay

Ulteriori approfondimenti:

Invito della ministra Köpping a donare il sangue su Sachsen.de

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