Elezioni in NRW, primo test di un governo futuro

Le elezioni locali in Nordrhein Westfalen lasceranno il segno nella politica tedesca. Non solo perché sono state il primo grande test “post-Corona”, ma anche per il significato di questo voto nello scacchiere nazionale a un anno dalle elezioni per la Cancelleria. Il partito di Angela Merkel è infatti ancora alla ricerca di un candidato unico per la corsa elettorale e tra i politici in lizza c’è anche Armin Laschet, attuale Ministerpräsident del NRW.

di Mavi Caporali

Alla fine non è andata né bene né male. Da un lato il peggior risultato storico a livello regionale, dall’altro un miglioramento in confronto al dato nazionale. La Cdu ha così mantenuto il suo ruolo di primo partito nella regione, recuperando consensi rispetto alle precedenti consultazioni, e con il risultato di oggi Armin Laschet, attuale Ministerpräsident, ha segnato un punto a suo vantaggio. Certo, una vittoria più marcata sarebbe stata più gradita: il complessivo 34,3 per cento di domenica è al di sotto di oltre tre punti percentuali sulle elezioni del 2014 e al di sotto del gradimento accreditato a Laschet (52 per cento nei sondaggi).

Festeggia la leader dei conservatori, Annegret Kramp-Karrenbauer, che su twitter si felicita del risultato:

e festeggia anche Jens Spahn, ministro della Sanità

In 16 dei 25 comuni che sono riusciti a eleggere il sindaco al primo turno, la vittoria è andata al candidato Cdu. In alcuni comuni come Olpe o Heinsberg la Cdu ha ottenuto la maggioranza assoluta, con oltre il 50 per cento dei consensi. Non è un risultato eccezionale ma è il segno di una ripresa: a Olpe, nel 2014, il candidato sindaco della Cdu aveva ottenuto il 61.3 , in linea con il risultato del partito alle elezioni politiche dell’anno precedente. Poi una lenta e costante discesa, fino al risultato delle Europee, con un deludente 46 per cento. Nel caso dei conservatori in NRW (ma anche dei socialdemocratici) pesano, nella valutazione dei risultati, le batoste prese nel 2019. Se si confronta il voto di allora con il risultato di domenica non si può che tirare un sospiro di sollievo. Ma se si mettono sulla bilancia queste comunali con le precedenti, il risultato dice che c’è ancora molto da fare.

Lo sanno bene i socialdemocratici, che pure temevano un tracollo peggiore: le schede consegnano all’Spd un 24,3 per cento, oltre 7 punti al di sotto dell’ultimo risultato regionale, ma meglio delle precedenti consultazioni. Restano comunque la seconda forza nel parlamento della NWR, tallonati dai Verdi che domenica hanno raggiungo un più che soddisfacente 20 per cento (quasi dieci punti in più rispetto alle passate elezioni).

Per i Verdi è il miglior risultato di sempre nella regione e in particolare a Colonia, dove risultano il partito più votato. Primo posto anche nella vicina Bonn, ex capitale della Germania non riunificata. Qui, in alcuni quartieri, il risultato ha sfiorato il 50 per cento dei consensi. Ma segna un traguardo importante anche il risultato di Aquisgrana (Aachen) con un enorme 36,7 per cento. I Verdi hanno fatto una campagna elettorale basata sui temi a loro più consueti – clima, ambiente – ma affrontando anche la stretta attualità, prendendo per esempio posizioni nette sul tema dei migranti e della (doverosa) accoglienza.

Il loro risultato è significativo anche a livello nazionale: nonostante la pandemia l’impegno e l’interesse per i cambiamenti climatici, l’ecologia, l’energia “verde” non sono affatto usciti dall’agenda cittadina. Secondo le rilevazioni statistiche, i temi principali che hanno indirizzato il voto in NRW sono stati – in ordine di importanza – clima, ambiente, economia, scuola. E sui primi due i verdi sono risultati più convincenti di altri.

Bene anche i liberali, che superano la soglia di sbarramento del 5 per cento. Anche qui c’era la speranza di un risultato migliore, in particolare per quanto riguarda le elezioni comunali a Düsseldorf, dove era candidata a sindaco Marie-Agnes Strack-Zimmermann, fino allo scorso anno vice presidente federale del partito. Ma è arrivata solo quarta, dunque il ballottaggio del 27 settembre sarà tra il sindaco uscente (Spd) e il candidato della Cdu, che è risultato il più votato domenica.

La destra estrema rappresentata da AfD avrebbe preferito – come dichiarato e auspicato nei giorni scorsi – un risultato a due cifre. L’unico comune in cui l’hanno raggiunto è Gelsenkirchen, città di 260mila abitanti tra Duisburg e Dortmund. Qui AfD ha ottenuto il 12,9 dei consensi, risultando il terzo partito dietro a Spd e Cdu. Ma a livello regionale si devono accontentare di una cifra, sperando che sia abbastanza alta da consentire l’ingresso in parlamento regionale. Tuttavia ci sono anche grandi città dove il partito di Tino Chrupalla e Jörg Meuthen ha ottenuto risultati che la dirigenza locale definisce “entusiastici”: nella stessa Duisburg i seggi di AfD sono saliti a dieci. Alice Wiesel parla di “raddoppio dei voti” ed ha ragione se si contano le precedenti elezioni comunali, ma il discorso cambia se si guarda alle elezioni del 2017 (Bundestag) e del 2019 (Europee) dove la percentuale di voti ottenuta oscillava tra l’8 e il 9 per cento. Su quella base il partito di estrema destra puntava a superare il 10 per cento, ed è evidente che la scommessa è stata persa.

cliccando sull’immagine sarete reindirizzati alla mappa interattiva creata da WAZ

Ha poco da festeggiare Die Linke, che a livello regionale non va oltre il 3,8 per cento e un miglior risultato ottenuto a Wuppertal (6,6 per cento) e Colonia (6,5 per cento). Questa non è certo una novità: la sinistra prende voti soprattutto all’est della Germania, negli ex Laender DDR – e in questo non è distante dagli exploit dell’estrema destra. Secondo la leader del partito Katja Kipping, la Linke è stata penalizzata soprattutto dal non aver avuto una voce univoca e chiara sul caso Navalny, l’oppositore russo presumibilmente avvelenato e ora ricoverato alla Charité di Berlino.

Da un punto di vista generazionale, sono i Verdi il partito più attraente per i giovani, con il 34 per cento degli elettori under 24 che li ha scelti. Di contro, l’estrema destra viene scelta solo dal 3 per cento dell’elettorato giovanile. Negli anni trascorsi dalle ultime comunali del 2014, il consenso tra i giovani per la Cdu scende di 9 punti percentuale ( i Verdi hanno guadagnato 17 punti percentuale), anche se i cristiano democratici restano partito di riferimento per gli over 60 (42 per cento) assieme all’Spd (30 per cento).

(cliccando sull’immagine verrete reindirizzati al sito WDR con tutti i risultati e i grafici realizzati da Infratest-dimap)

I sondaggi realizzati da Infratest-dimap mostrano nel dettaglio la composizione anagrafica dell’elettorato del Nordrhein Westfalen. Con un particolare importante: poco meno di metà degli aventi diritto non è andata a votare, confermando una disaffezione che dura da due decenni.

(in copertina: foto di pics_kartub auf Pixabay)

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