Tram e bus, sindacato contro datori di lavoro: domani annunciato sciopero.

È annunciato per domani lo sciopero del trasporto pubblico locale in tutta la Germania. A Lipsia il trasporto si fermerà dalle 3.00 del mattino e fino alle 12.00, anche se le conseguenze potranno farsi sentire più a lungo nel corso della giornata. Il sito della società locale, Lvb, conferma lo sciopero ma informa di non essere a conoscenza della sua durata effettiva.

La decisione di astenersi dal lavoro è stata presa dal sindacato Ver.Di (Vereinte Dienstleistungsgewerkschaft, il secondo più grande sindacato della Germania dopo Ig Metall) in conseguenza del rifiuto, da parte dei datori di lavoro, di accettare la contrattazione a livello nazionale. In primavera il sindacato aveva avanzato la sua proposta: un unico contratto per tutti gli 87mila lavoratori del settore, superando così le differenze salariali tra i diversi Länder. Ma nella propria riunione di categoria, il 19 settembre, i datori di lavoro riuniti nella Vereinigung der kommunalen Arbeitgeber (VKA) avevano opposto un netto rifiuto alla proposta. Per Christine Behle, vicepresidente di Ver.Di, “questo rifiuto è del tutto incomprensibile e inaccettabile”. Di qui la decisione di una giornata di sciopero martedì 29 settembre. È un affronto, dice il sindacato, “ai dipendenti e anche ai passeggeri che viaggiano in autobus e in treno ogni giorno. Dopo 20 anni di austerità, il trasporto pubblico può avere una possibilità solo se ci sono buone condizioni di lavoro nelle aziende a livello nazionale”.

Una foto-petizione per un trasporto pubblico dalla parte di lavoratori e utenti

La questione del trasporto pubblico è essenziale nella battaglia contro i cambiamenti climatici, spiega ancora il sindacato, che si è affiancato al movimento Friday for Future e chiede che vengano incentivati i mezzi collettivi e non quelli privati – nonostante l’economia tedesca abbia, nell’industria automobilistica, una sua importante componente. L’appello di Friday for Future, diffuso nelle manifestazioni del 18 settembre, era molto semplice e chiaro: “Solo se autobus e treni arrivano regolarmente e puntualmente dappertutto, tutti, grandi e piccini, in città e in campagna, possono muoversi in modo rispettoso del clima. Ma un’inversione di tendenza nel traffico può essere raggiunta solo con buone condizioni di lavoro per coloro che lavorano nel trasporto pubblico locale. Solo se gli autisti dei mezzi pubblici sono ben pagati, hanno pause reali e non soffrono di stress costante, vorranno continuare a essere impiegati nel trasporto pubblico in futuro”.

——-> 5 cose da sapere sullo sciopero

Incrociare le braccia in Germania, come in altri Paesi europei, è considerato l’ultima risorsa a cui ricorrere, tuttavia questo è già il secondo sciopero sul tema. Il primo si era avuto ad aprile, subito dopo la richiesta di una contrattazione collettiva. In gioco non ci sono solo i salari, che pure rappresentanto un punto importante del discorso, ma anche un aumento dell’organico, una pianificazione a lungo termine, e poi ancora ferie, indennità, straordinari e soprattutto qualità del lavoro e della vita.

I numeri diffusi dal sindacato Ver.Di:

87mila dipendenti interessati dallo sciopero

130 aziende municipali

16 Länder

13 milioni di passeggeri al giorno

15mila posti di lavoro persi in 20 anni

49 anni l’età media dei dipendenti

foto di copertina: Bild von Achim Scholty auf Pixabay

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