30 anni dalla riunificazione: die deutsche Einheit

La Germania festeggia quest’anno il 30esimo anniversario dalla riunificazione della Germania. Nonostante i progressi nel processo d’integrazione e unità, ci sono ancora notevoli differenze tra Est e Ovest soprattutto negli stipendi, affitti o tasso di occupazione. Alcuni cittadini dell’ Est si sentono tuttora trattati come “cittadini di seconda classe”.

di Mara Boifava

La data storica, quella che tutti ricordano, è il  9 novembre 1989, il giorno della caduta del Muro di Berlino. Ma ce n’è un’altra altrettanto importante: è quella del 3 ottobre 1990 – quasi un anno dopo – quando venne proclamata la riunificazione dello Stato tedesco sotto un’unica bandiera, simbolicamente issata sul Reichstag quella sera stessa. 

“Nun wächst zusammen, was zusammengehört”

“Ora cresce insieme, ciò che è un tutt’uno”

Willy Brandt, Cancelliere tedesco 1969- 1974

Questo era il motto della riunificazione tedesca, ma dopo trent’anni ci sono ancora differenze tra Est e Ovest – non solo nelle condizioni di vita, bensì anche per quanto riguarda lo sviluppo della popolazione e le sue differenze sociali, il benessere economico, il tasso d’occupazione, la sicurezza o l’atteggiamento verso gli stranieri. Persino l’identità storica e culturale degli Ossi è propria, diversa da quella dei Wessis: di questa fanno parte indubbiamente anche i malintesi, i malcontenti, i pregiudizi, gli strascichi di un passato ingombrante, la sensazione di alcuni di “essere cittadini di seconda classe sul piano lavorativo e sociale.

Pochi giorni fa lo ha nuovamente sottolineato il ministro sassone dell’Economia, Martin Dulig. L’occasione per farlo è stata la decisione del gruppo MAN (autocarri, bus e altro)  di tagliare 9.500 posti di lavoro, con la prospettiva di chiudere completamente la fabbrica di Plauen, nell’Est. “Non siamo il contenitore di riserva per l’Occidente”, ha detto. “La produzione di autobus a Plauen è abbastanza redditizia. Ciononostante, la casa madre MAN di Monaco di Baviera vuole interrompere la produzione qui. Ci sono in gioco 150 posti di lavoro”.

Quella del lavoro è una di quelle situazioni che in Oriente si fa ormai fatica a sopportare. Il 62 per cento dei tedeschi dell’Est si lamenta del fatto che molti lavori siano pagati peggio che all’Ovest. Anche il 32 per cento dei cittadini dell’Ovest vede questa situazione come un’ingiustizia nei confronti dei propri connazionali dell’Est, soprattutto 30 anni dopo l’unificazione tedesca. Inoltre, il 57% dei tedeschi dell’Est si sente un “cittadino di seconda classe”.

L’Est ha recuperato parzialmente il ritardo economico, ma chi vive a Oriente è tutt’oggi più a rischio di povertà rispetto a chi vive a Ovest. Da un bilancio del 2013 emerge quanto ampio fosse anche allora il divario negli stipendi lordi tra Est e Ovest, rispettivamente 2.691 euro contro 3.577 euro. Questo valeva per i lavoratori dipendenti, ma l’Est era ed è caratterizzato anche da un forte lavoro precario e da stipendi minimi molto bassi per liberi professionisti. Comparando gli stipendi di vari lavori fissi tra Est e Ovest emergono differenze di stipendio lordo di almeno 10.000 Euro annui. Ad esempio un interprete guadagna circa 51.274 €/annui a Monaco, 45.636 €/annui a Amburgo contro i 35.913 € a Lipsia.

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Nel 2018 è stato pubblicato un rapporto annuale sulla situazione della Germania dopo l’unità, da cui emerge come il il 17,8 per cento delle persone nei Länder dell’Est, Berlino compresa, sia a rischio di povertà , mentre nella Germania occidentale la cifra era del 15,3 per cento. Dalla riunificazione la Germania orientale e quella occidentale si sono certamente avvicinate l’una all’altra. Questo è evidente nelle infrastrutture, nelle città e nei villaggi, nella consapevolezza per l’ambiente e nell’assistenza sanitaria. Secondo il bilancio la disoccupazione all’Est è ai minimi storici; e anche i salari e le pensioni si sono alzati rispetto agli anni precedenti. Entro il 2024 è previsto, in teoria, l’allineamento di salari e pensioni tra’Est e Ovest. Tuttavia alcuni portavoce e politici affermano che “continuando con la politica attuale le condizioni di vita materiali tra Est e Ovest non si unificheranno”.

Secondo il Deutsches Institut für Wirtschaft (Diw), lo scorso anno l’economia all’Est e a Berlino è cresciuta dell’1,9 per cento, mentre nella Germania occidentale la crescita è stata del 2,3 per cento. Ciò sarebbe dovuto principalmente al cambiamento demografico: a est la società è più anziana, sempre più persone vanno in pensione e fino a poco tempo fa molti giovani si spostavano ad Ovest per questioni lavorative. Il salario lordo è pari a poco meno dell’82% della media della Germania Ovest.

Il divario del reddito netto tra Est e Ovest non sembrerebbe così grave, dal momento che i prezzi a est sono ancora molto più bassi. Però le differenze sono ancora notevoli, soprattutto per quanto riguardo gli stipendi. Sempre nel 2018 Sabine Zimmermann, portavoce socio-politico del gruppo Die Linke, ha accusato il Bundesregieung di “totale fallimento” nella lotta contro la povertà.

“A più di un quarto di secolo dall’unificazione tedesca è incomprensibile che ci sia ancora un notevole divario di reddito tra l’Occidente e l’Oriente. Il lavoro precario deve essere ridotto e il salario minimo deve essere aumentato”.

Sabine Zimmermann, 2018

Un altro aspetto legato agli stipendi è il divario di genere, più accentuato all’Est nonostante la quota di donne dipendenti a tempo pieno sia maggiore rispetto all’Ovest (rispettivamente 63,2 per cento contro il 47,3 per cento ) e all’Est vivano più donne single con figli a carico (Alleinerziehend): 25,9 per cento contro il 18,3 per cento dell’Ovest. Le differenze est-ovest sussistono anche in termini di genitori single e di possibilità di conciliare la vita professionale e quella familiare. La percentuale di genitori single a Est è quasi un quarto di tutte le famiglie (24,9 per cento) e a Ovest circa un sesto (17,5 per cento): si va dal 15,3 per cento del  Baden-Württemberg o il 16,2 per cento della Baviera fino al 27,6 per cento di Berlino o il 25,6 per cento della Sassonia Anhalt. 

Le possibilità di assistenza all’infanzia risultano più alte all’Est rispetto all’Ovest:  per la cura dei bimbi fino ai 3 anni il tasso era del 28,8 per cento nell’ex territorio federale, e del 51,3 per cento nei nuovi Länder e a Berlino. La Sassonia-Anhalt era al primo posto con un tasso di assistenza all’infanzia del 56,9 per cento, seguita dal Meclemburgo-Pomerania occidentale (56,0 per cento) e dal Brandeburgo (55,8 per cento). La Renania settentrionale-Westfalia, con il 26,3 per cento, Brema (26,4 per cento) e la Baviera (27,4 per cento) hanno avuto i tassi di assistenza più bassi. Al contrario, non c’erano quasi differenze regionali nel tasso di assistenza ai bambini in età prescolare: era del 93 per cento ad ovest e del 94,8 per cento ad est, Berlino compresa.

Sempre legato allo stipendio è il costo della vita: nel 2016 la spesa media per la vita e i consumi delle famiglie ad Est è stata di 1.915 euro contro 2.418 euro all’Ovest. Ciò nonostante il comportamento dei consumatori era quasi identico: per esigenze di base come l’alloggio, il cibo e l’abbigliamento le famiglie utilizzavano in media circa la metà del loro stipendio, ovvero il 53,6 per cento in Occidente e il 53,3 per cento in Oriente.

Le differenze est-ovest sono anche una questione generazionale, come emerge da un nuovo studio dell’Istituto Ifo. “I giovani in entrambe le parti del Paese, in particolare, hanno atteggiamenti e modelli di comportamento simili”, dice Helmut Rainer, il responsabile del progetto di ricerca. “Al contrario, gli anziani della Germania dell’Est, la cui vita si svolgeva ancora nella DDR, si comportano diversamente dai loro coetanei dell’Ovest” . Secondo Rainer le differenze tra Est e Ovest si fanno sentire in caso di persone con un background migratorio. Ad esempio i tedeschi dell’Est sono inizialmente molto meno aperti a un immigrato o a richiedenti asilo rispetto ai tedeschi dell’Ovest. Anche il sociologo Raj Kollmorgen, professore all’Università di Görlitz, che si occupa delle conseguenze della riunificazione nella vita dei tedeschi dell’Est, affronta questo tema. Soprattutto la generazione più anziana spesso si sentiva incompresa perché non veniva ascoltata. La riunificazione è stata percepita come un’adesione, come un’acquisizione del sistema della Germania occidentale. Questo continua ad avere un impatto su alcune persone oggi.

“Credo che questa consapevolezza sia molto pronunciata tra molti tedeschi dell’Est più anziani. Negli anni Novanta, in particolare, molti avevano l’impressione che ciò che avevano formulato come idee per il processo di unificazione durante la Rivoluzione pacifica fosse tenuto in scarsa considerazione. Il presupposto era che l’Occidente fosse la norma e l’Oriente si stesse gentilmente adattando. Tuttavia la società ha bisogno di organizzarsi. Perché abbiamo comunque il problema in Oriente che c’è una certa rigidità dello Stato – ci piace rivolgerci allo Stato per risolvere i problemi.”.

Link per approfondire:

Su questo sito potete trovare alcuni dati riassunti e qui un elenco di differenze tra Est e Ovest.

Studio di Berlino sulle differenze tra Est e Ovest dopo la riunificazione

Einheit- Expo a Potsdam

DW (Deutsche Welle)- Willy Brandt e la sua politica “Wandel durch Annäherung”

Mdr- Podcast sulle differenze tra Ossis e Wessis– (Von drüben und drüben) storia personale di due giornalisti

Jahresbericht der Bundesregierung zum Stand der Deutschen Einheit 2018

Mdr- Storia dell’accordo

Mdr- decisione della Volkskammer della DDR e discussione

MDr- Cronaca dell’89 e la rivoluzione pacifica

Bundesregierung– Auf dem Weg zur deutschen Einheit (cronaca degli eventi 1989/1990)

Montagsdemos in Leipzig und in der DDR

Manifestazioni per la libertà e arresti a Berlino e Lipsia

D-Mark, la moneta unica

Un commento

  1. Credo che ci siano molti che, come me, ricordano l’atmosfera al momento della caduta del muro piuttosto che la riunificazione del 3 ottobre 1990. L’atmosfera di festa era chiaramente svanita.
    Tutte le aspettative sul cambiare qualcosa insieme che ci siamo fatti all’inizio sono state smentite, e abbiamo preso coscienza che non era una partenza in un futuro nuovo ed emozionante da organizzare, ma un ingresso nel sistema esistente della Germania Ovest. La riflessione dell’individuo su sé stesso è venuta alla ribalta per fare i conti con il nuovo sistema dell’Occidente.

    Ich glaube es gibt viele, die sich wie ich eher an die Stimmung zum Mauerfall erinnern, als dass ihnen zum 3. Oktober etwas einfällt. Die Feierlaune war deutlich abgeschwächt, es war eben kein Aufbruch in eine spannende, neu zu gestaltende Zeit, sondern ein Beitritt zum bestehenden System der BRD. An die Stelle des gemeinsamen Enthusiasmus, etwas zu ändern, trat die Besinnung des Einzelnen auf sich selbst, um sich im neuen System des Westens zu arrangieren.

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