Friedliche Revolution.1989, le tappe di una svolta

“Einigkeit, Recht e Freiheit” sono le parole dell’inno nazionale. Parole, che insieme al motto “Wir sind das Volk” risuonarono per le strade di Lipsia nel lontano ’89 durante la Rivoluzione pacifica. Ripercorrere le tappe della storia e visitare i luoghi del passato significa ricordare, commemorare e imparare. Coraggio, solidarietà e perseveranza i punti di forza dell’89: principi per questi tempi di crisi.

di Mara Boifava

Il 1989 è un anno intenso, caratterizzato da molti eventi epocali: dalle Friedensgebete alla Rivoluzione pacifica, con la sua fase finale delle Montagsdemos a Lipsia e in altre città (Dresda, Schwerin, Halle, Potsdam, Chemnitz, Magdeburg, Plauen, Arnstadt, Rostock), dalla fuga di massa dall’ Ungheria e Repubblica Ceca, fino allo sgretolamento delle strutture di potere nella SED (Partito di Unità Socialista di Germania) e nella DDR. Il termine “Friedliche Revolution-rivoluzione pacifica” indica tutti gli eventi politici e i cambiamenti strutturali nella Germania dell’Est nel 1989 e nel 1990. La città di Lipsia ha ricoperto un ruolo importante in questo susseguirsi di eventi, che alla fine hanno portato alla caduta del Muro, all’apertura del confine interno della Germania, allo sgretolarsi delle strutture della Stasi, alla democratizzazione del sistema sociale della DDR e infine alla riunificazione della Germania.

L’anno si aprì con l’entrata in vigore nella DDR di un nuovo regolamento sui viaggi, che avrebbe dovuto rendere possibile visitare i parenti all’Ovest. Tuttavia il regime SED e il capo di Stato Erich Honecker si riservarono ancora il potere di decidere chi potesse partire o meno e di respingere arbitrariamente le domande di viaggio raggirando le disposizioni molto flessibili delle Nazioni Unite e interponendo ostacoli burocratici (domanda alla Volkspolizei, visti, passaporti, consenso del datore di lavoro). Pertanto in pratica la libertà di circolazione era ancora molto lontana dalla realtà della DDR.

Come reazione al comportamento della Stasi e agli arresti di dimostranti per la libertà avvenuti a Berlino Est, i cittadini di Lipsia scesero in piazza a partire dal 15 gennaio 1989. L’iniziativa contro il regime era iniziata alcuni giorni prima con la distribuzione di volantini nelle cassette della posta e con il richiamo a una dimostrazione per la “democratizzazione dello Stato socialista” in onore di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. Quella stessa notte la Stasi arrestò quattro dimostranti e recuperò con pinzette i volantini dalle cassette postali. Cionostante il 15 gennaio circa 500 persone manifestarono a Marktplatz per la libertà di espressione, la libertà di riunione, di associazione e la libertà di stampa. Dopo pochi metri di marcia la manifestazione venne dispersa dalla polizia e 53 dei partecipanti furono arrestati.

Tale intervento della polizia provocò proteste in patria e all’estero e causa del grande clamore gli arrestati vennero rilasciati quattro giorni dopo. Le proteste continuarono anche nei mesi successivi: il 13 marzo, durante la Fiera di primavera di Lipsia e alla presenza di molti giornalisti occidentali, circa 300 cittadini manifestarono davanti alla Nikolaikirche intorno all’anello della città verso la Thomaskirche. La Demo al termine della preghiera per la pace (Friedensgebet) fu interrotta dalle forze di sicurezza e dalle forze organizzate dalla SED. In seguito, per allentare la pressione sociale, la dirigenza della DDR approvò circa 2.000 domande di partenza. Le elezioni locali del 7 maggio 1989 si svolsero in un clima di imbroglio politico: poca affluenza alle urne (7%), controllo dei voti favorevoli alla libertà attraverso la distribuzione, poco prima delle elezioni, di volantini con la richiesta di non votare, falsificati e firmati sotto il nome di un’iniziativa inesistente per il rinnovamento democratico della società. Nel testo, inoltre, la gestione della DDR invitava il popolo a manifestare davanti al Völkerschlachtdenkmal. Tale azione si concluse con l’arresto di 100 manifestanti con successivi interrogatori da parte della Stasi.

Le proteste e manifestazioni si susseguirono numerose nel corso dell’anno, con innumerevoli arresti da parte della Stasi.  In particolare, durante la fiera d’autunno il 4 settembre 1989, dipendenti della Stasi-Mitarbeiter distrussero striscioni dei manifestanti con la scritta „Für ein offenes Land mit freien Menschen- per un Paese libero con persone libere ” proprio davanti alle telecamere del mondo intero.  La gente reagì con grida del tipo “Stasi raus” e “Wir bleiben hier”.

L’11 settembre la Volkspolizei sigillò il cortile della Nikolai dopo che più di 1.000 persone avevano partecipato alla preghiera per la pace. In quella notte vennero arrestate 89 persone e inflitte multe fino a 5000 marchi. Sempre in settembre si susseguirono altre manifestazioni per la libertà e la Nikolaikirche era sovraffollata di persone durante le preghiere per la pace. Il 25 settembre il parroco evangelico Christoph Wonneberger , nella sua predica, invitò alla mobilitazione:

“Chi priva arbitrariamente gli altri della propria libertà, presto non avrà più vie di fuga, Quindi non abbiate paura! Possiamo rinunciare alla violenza! ”

Il lunedì successivo 5.000 persone parteciparono alla manifestazione: poiché la strada per il mercato era bloccata dalla polizia la manifestazione si diresse verso Augustusplatz ( ai tempi  Karl-Marx-Platz) poi attraversò il Ring per raggiungere la “Runde Ecke”, allora sede della Stasi, ora archivio e museo.

Nonostante le lettere ai lettori della SED contro le Friedensgebete, il 2 ottobre 20.000 persone scesero in piazza per manifestare. Una manifestazione non pacifica con scontri tra le due parti, attacchi della polizia con cani, elmetti, manganelli e scudi e numerosi arresti. Questi massicci tentativi di intimidazione da parte dello Stato hanno reso la situazione sempre più esplosiva, tanto che il 7 ottobre 1989, nel 40° anniversario della DDR, 4.000 persone manifestarono a Lipsia e di queste 210 vennero arrestate.

Il 9 ottobre la DDR dispiegò 8.000 agenti di polizia, vari membri di gruppi di combattimento e soldati dell’esercito nazionale (NVA- Nationale Volksarmee) per limitare le manifestazioni. Nel pomeriggio la Nikolaikirche era già occupata da circa 600 dipendenti SED e i collegamenti ferroviari per Lipsia furono parzialmente bloccati. Ciononostante tra i  70.000 e oltre i 100.000 cittadini scesero in piazza dopo le Friedensgebete urlando “Wir sind das Volk- noi siamo il popolo”. Il corteo dimostrativo partì dalla Nikolaikirche in direzione dell’Opera per poi dirigersi verso il Luther-Ring. Davanti alla stazione principale una sorpresa inaspettata: le forze di sicurezza si erano ritirate. Dopo le telefonate senza risposta a Berlino, il primo segretario della direzione del distretto SED di Lipsia, Hackenberg, e il capo della polizia, il maggiore generale Straßenburg, avevano deciso di non intervenire per bloccare la manifestazione. Sui gradini del “Runde Ecke”, ingresso del palazzo della Stasi, i manifestanti deposero le loro candele. Il  potere della SED era stato spezzato.

Welt-Team , Demo del 9. Ottobre

Nei giorni successivi, le notizie e le foto scattate di nascosto a Lipsia hanno incoraggiato la gente in tutte le parti della DDR a protestare sulle strade. Il 9 ottobre è visto come un punto di svolta nella Rivoluzione pacifica della DDR del 1989: i dirigenti della SED sono passati dall’ostilità a una nuova apertura e dialogo. Dopo quella data, il numero dei manifestanti favorevoli a riforme e libertà è aumentato notevolmente fino a raggiungere le 300.000-400.000 persone il 6 novembre, per poi calare gradualmente dopo la riunificazione

Dalla Rivoluzione alla ricorrenza della Lichtfest

A Lipsia le Montagsdemos sono state ricordate per la prima volta nel 2009 attraverso la Lichtfest e il gesto simbolico di accendere le candele ricorda le candele lasciate dal popolo sui gradini della Stasi. Da allora ogni anno la città di Lipsia organizza una celebrazione commemorativa a cui partecipano migliaia di cittadini. L’evento inizia ritualmente alle 17 nella Nikolaikirche con la Friedensgebet, prosegue con un discorso sulla democrazia e termina con balli, esposizioni sul motto dell’anno e la simbolica accensione delle candele a Augustusplatz o il giro intorno al Ring  verso le tappe della manifestazione dell’89.

Quest’anno, tuttavia, le attuali restrizioni per Corona sui grandi eventi influiscono anche sulla commemorazione del 9 ottobre. Non sarà quindi possibili incontrarsi tutti personalmente in piazza, ma sono stati organizzati live streaming dell’evento per permettere a tutti di seguirlo.

Come è stato organizzata la Lichtfest quest’anno?

Ore 17- Friedensgebet nella Nikolaikirche

Nikolaikirche- (Public domain) Foto di Twenglish

Alla consueta e simbolica Friedengebet, discorso sulla democrazia e incontro sulla Nikolaikirchhof sarà possibile partecipare in loco solo con un invito. A causa della pandemia il numero di partecipanti agli eventi principali è fortemente limitato. Alcuni dei posti sono stati assegnati ai partecipanti, agli ospiti d’onore e ai rappresentanti dei media.
Per poter ricevere un posto è necessario inviare una e-mail alla casella postale pfarramt@nikolaikirche.de. Dopo l’avvenuta registrazione i partecipanti all’evento riceveranno un biglietto d’ingresso personalizzato e non trasferibile valido per tutti e tre gli eventi principali intorno alla Nikolaikirche. L’accesso è possibile solo con questo biglietto.

Tutti i cittadini, ma anche le aziende e le istituzioni possono acquistare al prezzo di un euro un simbolico lume di candela con cui verrà composta la scritta “Kerzen ’89” la sera del 9 ottobre nella piazza della Nikolaikirche.

Quest’anno la preghiera per la pace tematizzerà le aspettative deluse dopo l’unità tedesca. A trent’anni dalla riunificazione i dubbi sull’unità, sulla giustizia e sulla libertà sono punti di discussione e protesta in molti luoghi. Si ascolteranno esempi di impegno e coinvolgimento politico e sociale, affinché incoraggino la gente e dimostrino che la situazione è tutt’altro che disperata. Il sermone sarà tenuto dal Dr. Roland Löffler, direttore dell’Agenzia di Stato sassone per l’educazione politica (Landeszentrale für politische Bildung) . L’accompagnamento musicale è affidato al coro di tromboni della parrocchia di San Nicola.

 18:15- Discorso sulla democrazia- Nikolaikirche

Il discorso sulla democrazia sarà tenuto dall’intellettuale, giornalista, politologo, saggista e direttore del Centro di solidarietà europea di Danzica, Basil Kerski.

19:00- Lichtfest- Nikolaikirchhof

Quest’anno il focus sarà sulle candele che circonderanno l’intera piazza intorno alla Nikolaikirche. Al centro la scritta con le candele “Kerzen ’89”.
Dalla piazza il sindaco Burkhard Jung, il Primo Ministro della Sassonia Michael Kretschmer, l’attivista per i diritti civili di Lipsia Uwe Schwabe e il commissario del governo federale per la Germania dell’Est Marco Wanderwitz rivolgeranno un breve saluto alla popolazione di Lipsia. Brevi interviste e video ripercorreranno gli eventi storici all’insegna del motto “Sulla via del Festival della Luce. Luce nella città”. Diversi cori di tromboni di Lipsia e l’Ensemble Nobiles faranno da sfondo musicale.

Dalle 19:00 alle  23:00 -Kerzenparade e percorso intorno alla città

Tutti i cittadini di Lipsia sono invitati a collocare lanterne o candele sui davanzali delle loro case, per accompagnare simbolicamente la luce del Nikolaikirchhof in città.
Sarà possibile scaricare gratuitamente una lanterna di carta con la scritta “’89” sul sito http://www.lichtfest.leipziger-freiheit.de. Foto e video possono essere pubblicati sui canali dei social media con l’hashtag #lichtfestzuhause.

Poiché quest’anno non è stato possibile organizzare una processione con migliaia di partecipanti i responsabili hanno deciso di portare la luce in diverse parti della città in anticipo. In quattro location selezionate nel mese di settembre hanno avuto luogo eventi preliminari con spettacoli di musica, danza, del teatro o della poesia slam o una conversazione con un attivista per i diritti civili.
A causa di Corona la partecipazione è stata riservata esclusivamente ai residenti delle zone interessate.

Dalle 19 alle 23 saranno aperti al pubblico il museo e archivio della Stasi “Die Runde Ecke“, un tempo sede della Stasi a Lipsia, e il Schulmuseum nel vecchio edificio  del Ministerium für Staatssicherheit der DDR a Goerdellering. Sarà possibile visitare mostre, vedere filmati e muldimedia, fotografie dell’epoca, curiosare nell’archivio della Stasi o ripercorrere la storia dell’istruzione a Lipsia durante la dittatura.

Qui altre informazioni sui luoghi della Rivoluzione

Foto di copertina: „Wir sind das Volk“, Briefmarke der DDR von 1990 (Deutsche Bundespost).                                                                  Diese Briefmarke wurde von der Deutschen Post der DDR oder der sowjetischen Besatzungszone herausgegeben. Am 3. Oktober 1990 wurde die Deutsche Bundespost Rechtsnachfolgerin. Als amtliches Werk ist sie nach § 5 Abs. 1 des deutschen Urheberrechtsgesetzes gemeinfrei (pubblico dominio).

Links per approfondire

Friedensgebete nella Nikolaikirche

Cristoph Wonnberger e le preghiere per la pace

Montagsdemos e la prima vera Montagsdemo a Lipsia

Mdr: Montagsdemo a Lipsia  

Video sulle Demos di ottobre 1898- 9 ottobre – Welt-Team

Wir sind das Volk  (Rdiritti ZDF)

16 ottobre (Copyright: Aram Radomski / Siegbert Schefke)

Arresti a Berlino  Est nell’88

Sachsen.de: Revolution e eventi

Autunno ’89: la Friedliche Revolution

Stasi- die letzten Jahren

Runde Ecke– Archivio e museo della Stasi

Stasi Mediathek

Leipzig.de- Rundgang zur friedlichen Revolution- in dettaglio le tappe della Rivoluzione pacifica e Montagsdemos

Lichtfest- 9 Ottobre

Leipzig.de– Informazioni sulla Lichtfest 2020 e contatti per l’acquisto di biglietti e candele

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