Die Berliner Mauer: 28 anni di divisione

È passato alla storia come simbolo della guerra fredda e della divisione della Germania. Il Muro di Berlino, la costruzione più odiata in Germania, è stato costruito il 13 agosto 1961 ed è crollato il 9 novembre 1989.

di Mara Boifava

Il Muro di Berlino venne eretto da parte del Governo della DDR come “argine antifascista” , ma fu alla fine impiegato per impedire la libera circolazione di persone  verso la Germania dell’Ovest: una divisione in calcestruzzo, lunga 156 km, alto 3,6 metri, che aveva lo scopo di sigillare ermeticamente la DDR da Berlino Ovest.  Non solo ha interrotto i collegamenti nella zona Groß Berlin tra la parte orientale (capitale della DDR) e la parte occidentale della città, ma ha anche circondato completamente tutti e tre i settori della parte occidentale, tagliando così anche i collegamenti con la zona circostante di Berlino, che si trovava invece nel territorio della DDR di Potsdam (Brandeburgo).

Il Muro di Berlino è stato anche un simbolo del governo socialista e del conflitto nella Guerra Fredda tra le potenze occidentali dominate dagli Stati Uniti e il cosiddetto blocco orientale guidato dall’Unione Sovietica. Fu costruito sulla base di una decisione congiunta presa dall’Unione Sovietica e dal governo della DDR all’inizio dell’agosto 1961, culminata in una direttiva emanata pochi giorni dopo dal governo della Repubblica democratica.  Il percorso del Muro si va ad aggiungere all’ex confine interno tra la Germania occidentale (vecchia Repubblica Federale) e la Germania orientale (DDR), formalmente costituito nel luglio 1945 per fermare spie (e il flusso dei rifugiati) e lungo 1.393 km  dal mar Baltico alla Baviera e alla frontiera con l’allora Cecoslovacchia. Tale confine era già stato più volte fortificato, munito di filo spinato e fortemente sorvegliato. Dal 1960 le guardie di frontiera della DDR avevano l’ordine di sparare in caso di attraversamento illegale della frontiera: nel tentativo di superare il confine sarebbero state uccise tra le 136 e le 245 persone.

Karte berliner mauer de19xx.png

Webcyss ,Foto del Muro di Berlino prima del 1989– copyright CC BY-SA 2.0 (Creative Commons)

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Germany occupation zones with border.jpg

Mappa delle zone occupate nella Germania del 1945 e confine interno, pubblico dominio. 

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Storia della spartizione della Germania e del Muro

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale la Germania fu divisa nel 1945, in conformità ai Protocolli di Zona EAC (European Advisory Commision) e agli accordi della Conferenza di Yalta, in quattro zone di occupazione che dovevano essere controllate e amministrate dalle potenze alleate vittoriose: USA, URSS, Gran Bretagna e Francia. Allo stesso modo la Grande Berlino, l’ex capitale del Reich, era divisa in quattro settori. Dal 1952 la dirigenza della DDR aveva isolato la zona di occupazione sovietica ad ovest. Il confine interno-tedesco si estendeva per quasi 1400 chilometri dalla Baviera al Mar Baltico, dividendo città e paesaggi, tagliando strade e linee ferroviarie e cambiando la vita di milioni di persone.
Erano rimasti aperti al traffico tra la Repubblica Federale e la DDR e Berlino e dintorni solo sei passaggi ferroviari e cinque stradali, mentre sono state chiuse 200 strade e tagliati i collegamenti telefonici con la parte occidentale della città.
Dalle immediate vicinanze del confine interno della Germania, gli abitanti sono stati reinsediati con la forza. Tuttavia, Berlino era ancora una scappatoia per chi voleva provare a passare il confine.

Nell’estate del 1945 furono tracciate delle linee di demarcazione tra le zone di occupazione, i cosiddetti “Zonengrenzen”. In alcuni casi sono stati eretti dei caselli e dei pilastri di legno e sono state realizzate delle marcature di colore sugli alberi. Era necessario un permesso per attraversare il confine della zona; solo per i pendolari e gli agricoltori fu stato introdotto un “piccolo traffico di frontiera”. Per ordine dell’Amministrazione militare sovietica in Germania (Sowjetischen Militäradministration in Deutschland -SMAD) fu istituita una forza di polizia di frontiera nella zona di occupazione sovietica (Sowjetische Besatzungszone-SBZ), attiva dal 1° dicembre 1946, e furono emanate norme sull’uso delle armi da fuoco. Per i viaggi tra le SBZ e le zone occidentali era necessario richiedere il passaporto interzona. Le prime fortificazioni di confine sono state realizzate sul lato orientale, soprattutto nelle aree forestali con barriere di filo spinato, e sono stati creati blocchi stradali lungo strade e sentieri transfrontalieri.

Grünes Band (Deutschland) – Reiseführer auf Wikivoyage

Grenzpfosten della DDR- Creative Commons

Poco dopo iniziò la Guerra Fredda tra l’Occidente e il blocco sovietico. Inizialmente il conflitto della Guerra Fredda fu caratterizzato da un reciproco scambio di colpi tra gli alleati occidentali e l’Unione Sovietica. La prima spaccatura insanabile fu il pagamento dei risarcimenti, su cui sorse una disputa tra i quattro alleati: l’URSS si era nel frattempo resa conto di non poter coprire il suo fabbisogno di risarcimenti dalla sua zona e chiese una parte dei risarcimenti dalla zona della Ruhr in occasione di varie conferenze alleate nel 1946/1947. In caso di rifiuto la Russia minacciò di non accettare gli accordi di Potsdam su un’unità economica. Solo la Francia ha accettato la proposta russa, mentre gli Stati Uniti e la Gran Bretagna la rifiutarono.
L’altro problema riguardava i diversi sistemi sociali, il capitalismo da un lato e il comunismo dall’altro, e il progetto dell’Unione Sovietica di costruire una struttura sociale comunista nel suo settore. Progetto con cui le potenze occidentali erano in disaccordo e questo portò all’esclusione dell’URRS dalla Conferenza dei Sei Poteri di Londra nel febbraio 1948, dove le potenze occidentali e le potenze del Benelux tennero per la prima volta negoziati sulla creazione di uno Stato separato all’interno della Germania occidentale.  Di conseguenza l’Unione Sovietica si ritirò dalla suprema autorità alleata in Germania, il Kontrollrat, ciò significava che non c’era più alcun controllo congiunto interalleato sulla Germania.

Un’ulteriore scissione fu causata dalla fusione nel marzo 1948 delle zone occidentali in una trizona comune e soprattutto dall’introduzione circa tre mesi dopo, il 20 giugno 1948, della riforma monetaria e del D-Mark (ovest), svalutando in questo modo il Reichsmark. Il risultato della riforma monetaria in Germania è stata la scissione dell’unità politica ed economica in due zone opposte con due valute diverse: dal momento che gli alleati occidentali non avevano accettato l’introduzione del DDM (marco dell’est) la Grande Berlino si era ritrovata divisa in due aree monetarie, con conseguenti problemi per gli abitanti di Berlino pendolari per lavoro tra le due zone. All’epoca dell’introduzione del DDM a Berlino e nella zona sovietica il 23 giugno 1948 e del  D-Mark nei settori occidentali di Berlino il 24 giugno, circa 122.000 berlinesi occidentali erano impiegati a Berlino Est o nei dintorni e venivano pagati con il DDM , mentre 76.000 berlinesi dell’Est lavoravano nei settori occidentali di Berlino, dove venivano pagati con il DDM e solo in seguito con tassi maggiori  in D-Mark. Per mantenere la libera scelta della professione sul mercato del lavoro di Berlino  le potenze occidentali avevano creato un fondo di compensazione salariale nel marzo 1949, quando fu completata la graduale introduzione del D-Mark nei loro settori. Là i pendolari transfrontalieri dell’Est hanno potuto scambiare il 60% del loro salario in DDM con il D-Mark occidentale ad un tasso di 1:1, invece i pendolari transfrontalieri dell’Ovest sono stati pagati solo il 10% del loro reddito in D-Mark occidentale e il 90% in DDM.

L’Unione Sovietica reagì con il blocco di Berlino, che durò dal 24 giugno 1948 al 12 maggio 1949. Per rifornire di viveri e generi di prima necessità i tre settori occidentali gli alleati crearono un ponte aereo su Berlino, lanciando giochi, dolci, cioccolata, uvetta e altro dagli aerei con piccoli paracadute. I Rosinenbomber, aerei che lanciavano i pacchetti dono, vennero celebrati come eroi.   Il 26 giugno volò il primo aereo della US Air Force all’aeroporto di Tempelhof a Berlino, lanciando così l’Operazione Vittles (Operazione approvvigionamento), a cui a breve si aggregarono i militari britannici.

I politici di Berlino erano consapevoli della sfavorevole situazione militare e della difficoltà di ottenere rifornimenti per via aerea, della possibilità che Berlino non superasse l’inverno nonostante il ponte aereo e sarebbe capitolata ai russi nel giro di pochi mesi. Invece tra la popolazione di Berlino Ovest aumentò la fiducia nel progetto con il proseguimento del ponte aereo. Berlino è stata divisa per la prima volta e inizia a svilupparsi come area centrale di spionaggio reciproco da parte dei servizi segreti dell’Est e dell’Ovest.

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Subito dopo la fine del blocco sovietico, il 23 maggio 1949, venne fondata la Repubblica Federale di Germania (BDR) sul territorio della Trizona. Il 7 ottobre dello stesso anno venne fondata la Repubblica Democratica Tedesca (DDR). Formalmente, Berlino aveva lo status di città a quattro settori demilitarizzata ed era indipendente dai due stati tedeschi, ma questo era di scarsa importanza nella pratica. Per molti aspetti Berlino Ovest si avvicinò allo status di Stato federale (Bundesland), ma in seguito, nell’ambito della politica di distensione e degli Ostverträge fu deciso di non permettere che le riunioni del Bundestag tedesco, del Bundesrat e dell’Assemblea federale si svolgessero a Berlino Ovest. Quando fu fondata la DDR tutta Berlino fu dichiarata capitale, anche se il concetto di capitale per la DDR è stata introdotto solo negli anni ’60. Inizialmente, la parte orientale portava il nome propagandistico di Settore Democratico.

Inizialmente ai cittadini di Berlino era permesso di circolare liberamente in tutti i settori, ma  in seguito i movimenti vennero limitati: il confine tra Germania Est e Germania Ovest venne chiuso nel 1952 e aumentò l’attrazione dei settori occidentali di Berlino da parte dei cittadini della Germania Est. Dal 1952 la DDR iniziò a rafforzare il confine tedesco-tedesco con recinzioni, guardie e sistemi d’allarme e a creare una zona di esclusione larga cinque chilometri che poteva essere attraversata solo con un permesso speciale – tipicamente per i residenti. In direzione del confine c’era una striscia di protezione larga 500 metri, seguita immediatamente da una striscia di controllo larga dieci metri. I residenti “inaffidabili” sono stati reinsediati con la forza dalla zona di confine, come ad esempio in “Aktion Ungeziefer”.

Sempre dal 1952, la dirigenza della SED (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands) aveva preso in considerazione la possibilità di sigillare il confine con i settori occidentali. Da un lato, però, l’Unione Sovietica non aveva dato la sua approvazione all’epoca e, dall’altro, l’isolamento del confine sarebbe stato difficilmente possibile per motivi di traffico: molte strade e linee ferroviarie erano collegate a quelle occidentali o dipendevano da esse.

Ciononostante la Polizia del Popolo (Volkspolizei) ha effettuato intensi controlli su molte strade che conducevano ai settori occidentali, sulle ferrovie e su altri mezzi di trasporto, al fine di raccogliere, tra l’altro, sospetti e contrabbandieri in fuga. Tuttavia difficilmente potevano essere controllati completamente sia il confine di 45,1 tra Berlino Ovest e Berlino Est sia il confine con il territorio circostante di circa 120 chilometri. Dal momento che fino al 1961 il confine rimase aperto, poterono fuggire circa 3,5 milioni di persone , di cui circa 2,6 milioni di persone tra il 1949 e il 1961. Inoltre, Berlino era anche una porta di fuga verso l’Occidente per molte persone provenienti dalla Polonia e dalla Cecoslovacchia. I rifugiati erano spesso giovani ben istruiti e questa emigrazione minacciava il potere economico della DDR e l’esistenza dello Stato. Poiché dopo la divisione di Berlino i valichi di frontiera dell’Est non potevano essere integrati nel programma politico e socio-politico della SED, il  numero dei pendolari si ridusse a 13.000 con licenziamenti di massa e la chiusura del confine tra le due parti di Berlino  a partire dal 1952.

Dal 1959 al 1961 l’Unione Sovietica perseguì l’obiettivo di trasformare Berlino Ovest in una città libera, di ottenere il riconoscimento della DDR da parte della Repubblica Federale e di ottenere un trattato di pace. In caso di rifiuto minacciava le potenze occidentali di trasferire nella DDR il controllo di tutte le rotte tra il territorio federale e i settori occidentali di Berlino. Il 5 gennaio 1959 il Bundesregierung respinse le richieste dell’ultimatum di Chruščov  e gli Stati Uniti si rifiutarono di abbandonare la loro posizione a Berlino. La situazione peggiorerà con la nuova, profonda crisi della DDR in quasi tutti i settori. Durante la prima crisi nella DDR dal 1952 al 1953, l’URSS era intervenuta e aveva rinunciato ad alcuni pagamenti e aveva effettuato ulteriori consegne di grano, minerali e combustibili. Tuttavia nella crisi dal 1959 l’Unione Sovietica non è riuscita a sostenere la DDR con consegne o pagamenti aggiuntivi. Inoltre, in questi ultimi anni prima della costruzione del Muro è aumentato rapidamente il numero di rifugiati in Occidente, compresi specialisti giovani e ben preparati e questo ha notevolmente intensificato la crisi economica nella DDR. La carenza di manodopera era ormai così grave che la DDR rischiava di non essere più in grado di mantenere la sua economia, con una carenza di 45.000 lavoratori nella sola parte orientale di Berlino. Questa ondata di fuggitivi raggiunse livelli record nel 1961: a luglio erano già 30.000 e il 12 agosto 1961, fuggirono 3.190 persone in un solo giorno.

Nel giugno 1961 il leader della SED Walter Ulbricht dichiarò pubblicamente: “nessuno ha l’intenzione di costruire un muro! “, nonostante fosse già in progetto l’isolamento di Berlino Est dall’Ovest della città. Tuttavia l’approvazione da Mosca arriverà solo all’inizio di agosto.

12 agosto 1961: inizio della costruzione del muro

Per fermare l’esodo delle persone dalla Germania Est l’URRS iniziò la costruzione di un muro attorno ai tre settori occidentali, nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961.                                                    Durante quella notte la Volkspolizei, i gruppi di azione industriale e l’Esercito Popolare Nazionale (NVA- Nationale Volksarmee) bloccarono i confiie tra i settori di Berlino con filo spinato e muri di pietra.
Nei giorni e nei mesi successivi fu costruito un muro lungo 46 chilometri tra Berlino Est e Berlino Ovest e infine furono erette fortificazioni di confine intorno a tutta Berlino Ovest su una distanza totale di 155 chilometri. La popolazione non poteva più spostarsi da una parte all’altra della città. Inizialmente la barriera di confine consisteva di filo spinato, ma già il 15 agosto iniziarono a essere utilizzati gli elementi prefabbricati di cemento e pietra destinati a formare un vero e proprio muro. Dopo la costruzione iniziale venne regolarmente reso più difficile e rischioso da valicare e la fase di costruzione conobbe vari step dal 1961 all’inizio della fase finale nel 1975:

  • Nel giugno 1962 venne  creato il primo muro, che in seguito fu abbattuto e oggi è difficile riconoscere come parte di quel muro originario.
  • Nel 1965 si diede inizio alla costruzione della terza fase del muro che avrebbe soppiantato le precedenti. Era composto da lastre di cemento armato collegate da montanti di acciaio e coperti da un tubo di cemento.
  • Il “muro di quarta generazione”, iniziato nel 1975, era in cemento armato rinforzato, alto 3,6 metri e composto di 45 000 sezioni separate, di 1,5 metri di larghezza
  • A partire dal 1975 il confine era anche protetto nella cosidetta Todesstreife- striscia della morte“, con recinzioni, 105,5 km di fossato anticarro, 302 torri di guardia con cecchini armati, 20 bunker e una strada illuminata per il pattugliamento lunga 177 km.

La leadership politica della DDR (SED) ha celebrato la costruzione del muro come muro protettivo antifascistae come una vittoria del campo socialista contro l’aggressione dell’Ovest” sull’imperialismo occidentale. La dirigenza della DDR si preoccupava di fermare il flusso di rifugiati, che erano scappati a centinaia di migliaia all’Ovest prima della costruzione del Muro. Con la costruzione del muro le emigrazioni passarono da 2,6 milioni tra il 1949 e il 1961 a cinquemila tra il 1962 e il 1989, specialmente dopo le uccisioni di chi aspirava alla libertà.

Video da Youtube– Süddeutsche Zeitung (Journalistin Ursula von Kardoff, fuggitiva dall’Est)

Video da   Youtube– Costruzione del muro- Histoclips

I berlinesi rimasero sbalorditi e scioccati, tanto che lo stesso giorno il Cancelliere Konrad Adenauer invitò la popolazione via radio a mantenere la calma, facendo riferimento a reazioni imprecisate che sarebbero seguite insieme agli alleati. Tuttavia non visitò Berlino Ovest fino al 22 agosto, nove giorni dopo la costruzione del Muro.
Solo l’allora premier di Berlino (Regierende Bürgermeister) Willy Brandt,aveva protestato vigorosamente, ma impotente, contro l’isolamento di Berlino Ovest. Il 16 agosto 1961, davanti al municipio di Schöneberg, si svolse una manifestazione di protesta di Willy Brandt e di 300.000 berlinesi dell’Ovest.

Le reazioni delle potenze occidentali alla costruzione del Muro arrivarono esitanti e successive: dopo 20 ore sul confine apparvero pattuglie militari. Dopo 40 ore fu inviata una custodia legale al comandante sovietico di Berlino. Dopo 72 ore arrivarono le prime proteste diplomatiche degli Alleati a Mosca. A queste seguirono voci che i sovietici avessero assicurato in precedenza agli alleati occidentali che i loro diritti su Berlino Ovest non sarebbero stati toccati.

“Un muro è molto meglio di una guerra”

John F. Kennedy, Presidente degli Stati Uniti.

“I tedeschi dell’Est fermano il flusso dei rifugiati e si nascondono dietro una cortina di ferro ancora più spessa. Non c’è  niente di illegale di per sé”.

Harold Macmillan, primo ministro britannico

Caduta del Muro: 9 novembre 1989

L’auspicata stabilità politica ed economica, che la dirigenza della DDR voleva raggiungere sigillando i confini, è crollata alla fine degli anni Ottanta.
A Mosca era salito al poter, Mikhail Gorbatschov  e aveva cercato di modernizzare l’apparato statale e governativo, di riformare l’URRS sotto le parole chiave “glasnost” (apertura, trasparenza) e “perestroika” ( “Umbau”, “Umgestaltung”). Sotto questo programma l’URRS non poteva più accettare la leadership autoritaria della DDR. Inoltre la situazione si aggravò con le manifestazioni di massa per la propria libertà, come nella vecchia Germania dell’Est (Rivoluzione pacifica a Lipsia e in altre città dell’Est) o con le fughe di massa da e attraverso Ungheria e Cecoslovacchia.

Il 23 agosto 1989 l’Ungheria riaprì il confine con l’Austria e dall’11 settembre 1989 più di 13. 000 tedeschi dell’Est scapparono verso l’Ungheria. Una brutta notizia li attendeva:  non sarebbe stato consentito a cittadini non ungheresi di attraversare la Cortina di ferro. In segno di protesta i profughi inondarono le ambasciate tedesco-occidentali a Budapest e Praga. Con la mediazione del ministro degli esteri di Bonn Hans-Dietrich Genscher si ottenne che la massa di gente potesse arrivare in Occidente, ma con l’obbligo di riattraversare inizialmente la frontiera interna con la Germania dell’Est. Questo contribuì notevolmente alla perdita di immagine del regime comunista.

I treni contenenti i rimpatriati provenienti da Ungheria e Cevoslovacchia attraversarono senza fermarsi le stazioni tedesco-orientali e al loro passaggio nell’autunno del 1989 iniziarono le dimostrazioni di massa contro il governo della Germania Est.

Il 18 ottobre 1989 il Comitato centrale della SED depone il presidente del Consiglio di Stato, Erich Honecker. Il Muro di Berlino viene aperto nella notte tra giovedì 9 e venerdì 10 novembre 1989, dopo più di 28 anni di esistenza. Per la popolazione fu una sorpresa, tuttavia da parte dei politici della DDR erano già stati avviati preparativi per un’apertura controllata dal governo già nell’ottobre 1989.                                                                                                                                            Walter Momper, allora sindaco di Berlino Ovest, affermò di esserne a conoscenza dal 29 ottobre da un colloquio con il leader della SED di Berlino Est, Günter Schabowski, e con il sindaco di Berlino Est, Erhard Krack, e quindidi essersi preparato per la prevista apertura del Muro nel dicembre 1989.

Il Muro è caduto. La svolta è stata inarrestabile. Quella sera, migliaia di persone hanno preso d’assalto i valichi di frontiera e hanno festeggiato il “Miracolo di Berlino”, spezzando pezzi di muro o abbracciando, bevendo e cantando sulle strade con sconosciuti.

Youtube- Cynocephali– Fine della conferenza del Segretario SED Günter Schabowski e caduta del Muro

Youtube– Brandeburger Tor- rbb media

Una canzone ispirata dai cambiamenti politici che si stavano allora verificando nella Germania e Europa dell’Est e riconosciuto simbolo della riunificazione della Germania è la ballata rock Wind of Change, della band tedesca Scorpions.  Fu composta nel 1989, prima della caduta del Muro di Berlino. La canzone celebra i cambiamenti politici in atto a quei tempi nell’Europa dell’Est – come la caduta del Muro di Berlino, l’aumento della libertà nel blocco comunista (che avrebbe presto portato alla distruzione dell’URSS), e la chiara imminente fine della Guerra Fredda. Nel video sono presenti anche altri personaggi e eventi  dell’epoca, come l’incidente della superpetroliera Exxon Valdez, la protesta di piazza Tienanmen .

Youtube– video ufficiale

Nei giorni e nelle settimane successive alla caduta del Muro molte persone accorsero al muro per abbatterlo e staccarne dei souvenir: queste persone furono chiamate Mauerspechte ( picchi del muro).  La Germania fu ufficialmente riunificata il 3 ottobre 1990 (Tag der Einheit), quando i cinque Länder della Ex DDR (Brandeburgo, Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia)  aderirono formalmente alla  Germania ovest.

Oggi non è rimasto molto del Muro di Berlino: a partire dal 13 giugno 1990 sono iniziati i lavori di abbattimento nella Bernauer Straße ad opera di 300 guardie di frontiera della DDR, per poi essere terminati da 600 soldati dell’esercito tedesco utilizzando 13 bulldozer, 55 ruspe, 65 gru e 175 camion. I blocchi di cemento furono distrutti e utilizzati per la costruzione di strade. 250 di questi blocchi furono messi all’asta a prezzi oscillanti tra 10.000 e 250.000 marchi tedeschi. L’intero muro all’interno della città è stato abbattuto con l’eccezione di 6 punti che furono mantenuti come monumento. Rimangono solo pezzi singoli nei musei tedeschi, sezioni di muro a  Potsdamer Platz, Bernauer Straße (dal 1999 un memoriale), e soprattutto il chilometro di Muro decorato da graffiti di artisti nella East Side Gallery in Mühlenstraße.

Ecco alcuni pezzi di Muro, di cui alcuni anche a Lipsia:

Didascalia Immagine 4 in fondo alla pagina  

Didascalie delle immagini:

Immagine 1Carta del Muro di Berlino (zona colorata) prima del 1989 comprensiva del Ring esterno ad ovest e a sud.                         1-14  Punti di passaggio del confine (Grenzübergabenstellen).                                                                                                     A   Area di scambio  (Gebietsaustausch)  Staaken – Gatow/Weinmeisterhöhe (1945)
B   Area di scambio                              Spandau – Falkensee (dopo il 1970)
C   Area d scambio                                 Zehlendorf – Babelsberg (dopo il  1970)
Settori:
I. Francia II. Gran Bretagna,
III. USA (compreso V. Steinstücken),
IV  il cosidetto “settore democratico di  Ost-Berlin

Immagine 2Mappadelle zone occupate nella Germania del 1945 e confine interno, pubblico dominio.                            Fonte Il conte F. Ziemke, The U.S. Army in the Occupation of Germany, 1975. Library of Congress, Catalog Card Number 75-619027.  Zone di occupazione: rosso- Unione sovietica;  viola- zona da cui le truppe americane e britanniche si sono ritirate nel giugno 1945. La linea marcata in nero è il confine interno tra le due Germanie.

Immagine 3-   Foto 1- Zone di occupazione della Germania, nel 1945, Wereon, CC BY-SA 3.0                                                                              Foto 2- I settori di Berlino, Stefan-XP, CC BY-SA 3.0.                                                                                                                  Foto 3- Luftbrücke nel 1948,  Kelson, CC BY-SA 3.0

Immagine 4Prime tre foto- Berlino- pezzi di Muro a Potsdamer Platz                                                                                                               quarta foto- Leipzig- Stötteritz                                                                                                                                           quinta foto- Leipzig- Die Runde Ecke (Museo della Stasi)

Foto di copertina Tlrmq, Breshnew (CCCP/SU) & Honecker (GDR/DDR) – Kiss on a car, Muro di Berlino East Side Gallery

Link per approfondire:

Wikipedia- zona Goß Berlin

Wikipedia- Inner-deutsche Grenze

Wikipedia- Zone di controllo in Germania (zone EAC)

Wikipedia- Währungsreform  all’ovest nel 1948

Wikipedia- Berliner Mauer

Wikipedia- Berliner Blockade

Wikipedia- Rosinenbomber

Wikipedia- Luftbrücke

Conferenza di Yalta– fatti, riassunto e conseguenze

Accordi di Potsdam 1945 e conseguenze

Conferenza dei sei poteri di Londra– 1948 e conseguenze

SED 

DDR- DDR Mark

Währungsreform del 1948

La costruzione del muro dall’agosto 1961

Tagesschau Das Erste- Die Bau der Berliner Mauer

Chronik der Mauer- Mauer und Todesstreife

Wikipedia- Grenzübergänge

Wikipedia- Todesopfer an der Berliner Mauer

Willy Brandt e la protesta contro il Muro– Biografia

Posizione Usa sulla divisione della Germania

Friedliche Revolution.1989, le tappe di una svolta

Welt- Massenflucht von DDR Bürger aus Hungarn

Tagesspiegel- Wie ein Picknick in Ungarn den Mauerfall vorbereitete

ZDF- Der schönste Irrtum der Geschichte”ZDF-Dokumentation über den Fall der Berliner Mauer

Video sulla caduta del Muro

Scorpions– sito ufficiale

30 anni dalla riunificazione: die deutsche Einheit

Memoriale del Muro sulla Bernauer Straße

East Side Gallery, Berlino

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