Il Rosso e il Verde (e un poco il Nero)

Con le elezioni di ieri in Renania Palatinato e in Baden-Württemberg è iniziato quello che viene definito il “Superwahljahr”, che avrà il suo culmine con il voto per il Bundestag a settembre. I primi segnali sembrano tutt’altro che confortanti per la Cdu. 

di Mavi Caporali

Un dato innegabile di queste elezioni c’è, ed è il trionfo del voto per posta: il 66 per cento in Renania Palatinato, più del doppio rispetto alle precedenti consultazioni, e una percentuale potenzialmente identica in Baden-Württemberg, dove i numeri esatti del Briefwahl si conosceranno solo oggi. Va anche registrata una partecipazione nel complesso inferiore, rispettivamente del 64,4 per cento e del 63,8, contro una media del 70 per cento circa nel 2016.

Ma il primo dato importante è politico ed è la perdita di voti subita dalla Cdu, che scende del 4,6 per cento in Renania Palatinato e del 2,9 in Baden-Württemberg (dove i dati sono ancora parziali), conquistando in entrambi i casi il peggior risultato della sua storia. Una débâcle le cui ragioni risiedono più a livello nazionale che a livello locale, ma di cui i due candidati cristiano-democratici si assumono comunque la responsabilità. Per oggi è prevista una conferenza stampa del leader della Cdu Armin Laschet, che per tutta la serata di ieri non ha rilasciato dichiarazioni, rimandando a un commento più ponderato e a freddo.

Rheinland-Pfalz 

In Renania Palatinato il tentativo di strappare il titolo di Ministerpräesident alla socialdemocratica Malu Dreyer non è riuscito a Christian Baldauf: per parafrasare lo slogan della sua campagna elettorale, trent’anni di Spd non sono stati abbastanza. Onestamente ha ammesso subito la sconfitta: “È una serata amara per noi”, ha detto ai microfoni di Swr. Pur non citando espressamente lo scandalo delle mascherine che ha coinvolto esponenti del suo partito, ha fatto riferimento a questo quando ha parlato di un “vento non favorevole”. La Cdu, a soli sei mesi dalle elezioni del Bundestag, si presenta senza ancora un candidato cancelliere ma soprattutto senza ancora una identità che non sia quella rappresentata nell’ultimo quindicennio da Angela Merkel. Fragile il consenso a loro affidato, se in due mesi Baldauf è passato dall’essere saldamente in testa fino a perdere con così tanto scarto dalle previsioni e dai risultati consolidati. Incrociando i sondaggi con le notizie di cronaca si nota come la discesa sia coincisa in particolare con la vicenda che ha visto politici di spicco della Cdu coinvolti in trattative poco trasparenti con aziende produttrici di mascherine protettive, ma anche con le giravolte e indecisioni nella gestione della crisi sanitaria.

Al contrario i socialdemocratici mostrano una sostanziale tenuta, con una flessione dello 0,6 per cento, probabilmente a vantaggio dei Verdi – che qui aumentano di un buon 2,7 per cento – e dei Frei Wahler, che potrebbero, se i risultati parziali saranno confermati, entrare per la prima volta nel Parlamento statale con il 5,4 per cento, più del doppio di quanto ottenuto nel 2016.

Per l’Spd il voto in Renania Palatinato è una boccata d’ossigeno in un panorama nazionale avaro di soddisfazioni. Merito della presidente del Land Malu Dreyer, alla guida della Renania Palatinato dal 2013, e che per sei mesi ha anche ricoperto la carica di reggente del partito dopo le dimissioni di Andrea Nahles. Difficile però che il consenso sia replicabile a livello federale: secondo un sondaggio solo un voto su tre è stato dato all’Spd per i contenuti programmatici, mentre due terzi degli elettori hanno votato socialdemocratico perché volevano esattamente lei, non un politico Spd qualunque. Olaf Scholz, attuale ministro federale delle Finanze e candidato cancelliere per le elezioni di settembre, avrà lo stesso fascino per vincere? Lui se lo augura, ma i sondaggi attuali segnalano appena il 16 per cento.

——> il voto in Renania, risultati interattivi

—->Maskenaffäre: Die Zeit, La Cdu e la Csu sono particolarmente suscettibili alla corruzione?

Baden-Württemberg

Un “risultato elettorale deludente e disastroso”: così Susanne Eisenmann, candidata della Cdu in Baden-Württemberg, commenta l’esito del voto quando ancora si contano le ultime schede nella regione di Stoccarda. Qui la Cdu perde in punti percentuale meno che in Renania, ma quella dei cristiano democratici è una lunga e costante discesa, dopo i 12 punti percentuale in meno presi alle precedenti elezioni che già segnavano un pesante record negativo.  Non si tratta dell’erosione considerata naturale per i partiti che governano: i Verdi, loro alleati, continuano a guadagnare punti, superando nuovamente un record storico (il loro, però, positivo) con il 32,6 per cento dei consensi (+2,3). E la Cdu, quarant’anni fa, aveva la maggioranza assoluta dei consensi. Perderli non è stato solo per stanchezza dell’elettorato. Anche qui ha pesato lo scandalo di corruzione che sta travolgendo la Cdu: uno dei deputati coinvolti, Nikolas Löbel, è stato eletto nella circoscrizione di Mannheim ed era presidente del locale partito. Se la vicenda non ha pesato molto nel voto postale, che per lo più è stato precedente alle rivelazioni, ha inciso su chi si è recato alle urne, e le tardive dimissioni di Löbel non hanno aiutato a ritrovare la fiducia, così come non ci è riuscito il codice di condotta adottato dai parlamentari Cdu alla vigilia della consultazione elettorale.

La coalizione attuale regge comunque alla prova del voto, ma i Verdi potrebbero essere tentati anche da altri tipi di alleanze che teoricamente sono possibili. Una di queste è la cosiddetta Ampel-Koalition, la coalizione verde-rosso-giallo già sperimentata in Renania Palatinato con Grünen, Spd e Fdp, con questi ultimi che hanno migliorato di due punti percentuale i loro consensi, arrivando a un notevole 10,5 per cento. L’ala giovanile dei Grünen spinge ora per il superamento dell’alleanza con la Cdu, a loro parere troppo debole in tema di ambiente. L’attuale Ministerpräsident, Winfried Kretschmann, si è lasciato tempo per decidere il futuro governo.

—–> Intervista: Rnd, Grüne Jugend: „Aufbruch geht nicht in Koalitionen mit der CDU“

Ma c’è anche la tentazione di un’alleanza rosso-verde, anche se numericamente molto incerta. I dati del Land non sono ancora definitivi quando l’ipotesi viene messa sul piatto da Robert Habeck, co-leader dei Grünen. Ma forse il suo è solo un espediente per le future elezioni, quando spiega che “un governo veramente progressista” potrebbe non realizzarsi “perché un altro partito progressista lo sta impedendo”. E il riferimento è alla Klimaliste, che ha ottenuto lo 0,9 dei consensi drenandoli presumibilmente ai Verdi. “Sarebbe uno scherzo della storia”, dice in quello che sembra proprio un invito al “voto utile”.

—-> Il voto in Baden-Württemberg, risultati interattivi

Cliccando sull’immagine sarete reindirizzati al sito di Swr dove troverete tutte le mappe del voto in BW

Approfondimenti: Süddeutsche ZeitungPerché la Cdu ha così grossi problemi nel Baden-Württemberg

Un altro dato politico da registrare – oscurato dalla sconfitta della Cdu – è il mancato successo di Alternative für Deutschland in entrambi i Länder dove ieri si è votato: 8,3 per cento in Renania palatinato, 9,7 per cento in Baden-Württemberg. È un crollo in tutti e due i casi di oltre il 4 per cento, che letto alla luce della crisi Corona dice che l’elettorato del partito non ha premiato le posizioni prese dai suoi dirigenti, né probabilmente la deriva sempre più palese verso l’estrema destra, che ha di recente portato l’Ufficio per la protezione della Costituzione a esprimere la necessità che AfD venisse messo sotto osservazione a livello nazionale. Eppure c’era chi teorizzava una forte ascesa del partito di Alexandre Gauland e Alice Weidel proprio in virtù della loro presenza costante alle manifestazioni gegen-Corona, manifestazioni che in molti casi hanno contribuito a organizzare. Così non è stato, quantomeno non nel Baden-Württemberg, la cui capitale è stata il laboratorio per la nascita dei Querdenken.  A Stoccarda infatti la sconfitta di AfD è stata netta e in tre delle quattro circoscrizioni in cui è suddivisa la capitale i voti sono stati più che dimezzati. I Verdi, che al contrario hanno guadagnato nelle stesse circoscrizioni oltre il 2 per cento in più* arrivando fino al 44,8 per cento di consensi presi a Stuttgard I, si permettono il lusso di sbeffeggiarli, come fa la co-leader Annette Baerbock

Infine, l’ultimo dato da registrare è la performance delle forze liberali e conservatrici, con il Fdp che arretra di poco in Renania (meno 0,7 per cento) e  avanza di 2,2 punti in Baden-Württemberg, ma soprattutto con l’ascesa dei Frei Wahler, che balzano al 3 per cento in BW (dove nelle precedenti elezioni avevano lo 0,9) e entrano in Parlamento per la prima volta nella loro storia in Renania Palatinato, raddoppiando i loro consensi fino al 5,4 per cento, oltre la soglia di sbarramento che finora li aveva bloccati.

Niente da fare invece per Die Linke, che in nessuno dei due Länder supera il numero di voti necessario a conquistare seggi.

*In una precedente versione di questo articolo era stato attribuito un dato sbagliato ai Verdi di Stoccarda, che hanno mediamente il 39,3 per cento (e non il 9,3 come scritto). L’attuale versione segnala il risultato migliore ottenuto dal partito di Baerbock e Habeck nella capitale del Baden-Württemberg. Ci scusiamo con lettori e lettrici per l’errore. 

Foto di copertina: collage da Pixabay su creazioni di iamwahld , clkeer , open-clipart

 

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