Elezioni, l’onda verde

Le elezioni comunali in Assia confermano alcune tendenze già viste con il voto in Renania Palatinato e Baden-Württemberg.  Spicca l’ottimo risultato dei Verdi e di altre liste ecologiste e europeiste, frana  Alternative für Deutschland. Per la Cdu, finalmente arrivano buone notizie. 

di Mavi Caporali

Ci vorrà tutta la settimana per avere i risultati definitivi delle elezioni locali in Assia, dove domenica si è votato per il rinnovo di 422 giunte comunali e 21 distretti. In ragione del sistema elettorale, che prevede fino a tre voti per ogni elettore da assegnare anche a candidati di partiti diversi (come del resto avviene anche in Sassonia), l’assegnazione di seggi e preferenze si rivela più laboriosa del normale. Ma una tendenza già c’è, ed è quella data dal conteggio delle schede che non esprimono nessuna preferenza ma solo i voti di lista. Al termine di questa prima fase dello scrutinio la Cdu può tirare un respiro di sollievo e riprendersi dalla batosta subita in Renania e Baden: qui in Assia il primo posto resta saldamente nelle sue mani, con il 28 per cento dei consensi a livello statale, solo di poco inferiore al risultato di 5 anni fa. I cristiano democratici registrano percentuali altissime in alcune solide roccaforti come ad esempio Nüsttal, dove arrivano al 67,8 per cento ma toccano anche il record minimo a Breuberg, con appena il 3,8 per cento. Perdono invece i socialdemocratici, che passano dal 28,5 all’attuale 23,3 per cento. Anche loro però hanno un singolare record, come segnalano i giornali locali, ed è quello di Ludwigsau, cittadina del Nord Hessen, dove hanno gioco facile a ottenere il 92,34 per cento, avendo un solo partito a sfidarli, il  Freie Demokratische Partei.

Il Fdp può vantare diversi risultati positivi: è il primo partito a Rosenthal (37,9 per cento) e a Bruchkoebel (24,4 per cento), ed è determinante in diverse città per coalizioni di governo. Ma nell’area liberal-conservatore chi sembrerebbe consolidare con forza il proprio peso è il Freier Wählergruppe  (FWG) che a Weilrod, Aßlar, Grebenau, Bischoffen, Eiterfeld e un’altra ventina di città più o meno grandi conserva le sue percentuali “bulgare”, mediamente intorno al 40 per cento dei voti.

Ma tra i record di queste elezioni ce n’è un altro che merita una menzione speciale, ed è il 12,3 per cento conquistato da Die Partei a Schenklengsfeld, dove il partito satirico si vede assegnare ben tre seggi.

——> I risultati comune per comune  (dall’Ufficio statistico dell’Assia)

——> Mappa interattiva (da Fuldaer Zeitung)

Continua anche in Assia il trend negativo per Alternative für Deutschland, che perde mediamente il 4 per cento, e si deve accontentare di un risultato a una sola cifra. Nella maggior parte dei comuni il partito di estrema destra dimezza i propri consensi. Perde anche in quella che era considerata la sua città simbolo, Fulda. I risultati sono ancora parziali, quindi potrebbero esserci nel corso dei prossimi giorni cambiamenti, ma la tendenza è anche qui a un risultato inferiore a quello della precedente tornata elettorale. Nel 2016 AfD aveva ottenuto il 15,5 ed era risultato il secondo partito nel Landkreis Fulda, stavolta sembrerebbe relegato al quarto posto con l’11,5.

Ma sono i Verdi i trionfatori di questa tornata elettorale. Pur non andando oltre il terzo posto, aumentano di oltre otto punti percentuale e conquistano grandi città finora appannaggio di Spd e Cdu. A Francoforte erano il terzo partito, ora il risultato tendenziale li dà come partito più forte con il 25,6 per cento, due punti sopra la Cdu. A Kassel scavalcano l’Spd e ottengono il 28,2 per cento, a Hanau (città teatro della strage neonazista del febbraio 2020) conquistano il 16,5 per cento (ma l’Spd, pur in calo, resta il primo partito e conserva il sindaco). Nella capitale Wiesbaden l’aumento dei consensi per i Verdi è più contenuto – da 14,1 a 21,7 per cento –, una frenata che non consente il sorpasso sulla Cdu, che resta primo partito con il 23,2 per cento. Darmstadt è una delle poche città in cui i Verdi non solo non aumentano, ma perdono consenso. Non solo loro, ma quasi tutti i partiti storici devono cedere quote di voti a favore di Volt, il giovane movimento paneuropeo, che convince il 6,5 per cento degli elettori. Ma Volt non ripete il successo a Giesßen, altra città in cui aveva presentato un candidato: il loro esponente si ferma allo 0,9 per cento. La città universitaria premia invece i Verdi, che raddoppiano il risultato: dal 14,8 al 29,7 per cento. Ma il risultato non era scontato: si pensava che i Grünen – che governano a livello statale – scontassero la vicenda della costruzione dell’autostrada A49, che minaccia direttamente la foresta di Dannenröder e che aveva portato a una fortissima mobilitazione di giovani e meno giovani attivisti (qui potete seguire le fasi della battaglia politica che, purtroppo, è stata inutile).

foto di copertina di lapping da Pixabay

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