Walpurgisnacht, il ritorno delle streghe

Nella notte dal 30 aprile al primo maggio si festeggia la Walpurgisnacht. La tradizione vuole che nel passaggio tra aprile e maggio si balli intorno al Blocksberg, soprattutto sul Brocken (Sassonia- Anhalt, Harz). Il termine Blocksberg non è un nome proprio, ma un sinonimo del luogo della festa delle streghe. Quali sono le usanze dietro la Notte di Valpurga e da dove viene la tradizione originariamente?

di Mara Boifava

Quasi tutti hanno sentito parlare della Walpurgisnacht almeno una volta nella vita e quando si pensa a questa festa di solito vengono in mente immagini di donne con cappelli a punta, stregoni, riti satanici. Forse i più colti potrebbero pensare al Faust di Goethe, alla lirica di Meldelsohn (il video è qui sotto) o alla scena Walpurgisnacht nella Montagna incantata di Thomas Mann, mentre i bambini tedeschi ricordano sicuramente la piccola strega Bibi, che non desidera altro che volare sul Blocksberg con le altre streghe.

La notte di Valpurga, detta anche la notte delle streghe, si celebra ogni anno tra il 30 aprile e il primo maggio e prende il suo attuale nome da Santa Valpurga, che era una donna colta proveniente dall’Inghilterra e badessa di un monastero a Heidenheim (est Baden-Württemberg). La connessione con la Notte di Valpurga odierna risale alla canonizzazione di Walburga da parte di papa Adriano II il 1° maggio perché a causa di numerosi miracoli attribuiti a Valpurga, è anche considerata la patrona della navigazione, contro gli spiriti maligni, la peste, la tosse e la rabbia .

YouTube– WALPURGIS – Teufelstanz und Hexenritt – Was bedeutet Walpurgis im Harz?
YouTube- Mendelssohn: Die erste Walpurgisnacht [Direktor: Kurt Masur] Burmeister Büchner Lorenz Vogel, tratta dall’opera di Goethe e diretta da Masur nel 1974
Youtube– Kindertrickfilm Bibi Blocksberg- Song Walpurgisnacht

Origini e leggende intorno a Valpurga

Le radici della celebrazione di Valpurga affondano in tempi precristiani e risalgono a origini germaniche e celtiche, dell’ Europa settentrionale e centrale. La nascita di questo rito si perde nei secoli, come fusione tra le cerimonie dei popoli germanici,  per celebrare il passaggio dal tempo mutevole quasi finito della primavera alla maturità e rigoglio dell’estate, con quelli celtici di Beltane (in gaelico fuoco luminoso). Riferimenti alla festa di Beltane e ai suoi riti di fertilità si trovano, ad esempio, nelle leggende di Avalon e nelle saghe di Re Artù, di cui narra l’autrice americana Marion Zimmer Bradley.

Nel corso dei secoli la celebrazione ha subito tuttavia diversi cambiamenti, quindi può essere solo indovinato oggi come veniva festeggiata un tempo dalle antiche tribù germaniche.

Nei costumi popolari la gente proteggeva le proprie fattorie facendo schioccare le fruste di notte, appendendo scope e arbusti. Un’altra tradizione era quella del palo di maggio, di solito una betulla, in quanto simbolo di fertilità della natura. Il giorno di Valpurga i pali di maggio vengono tradizionalmente portati dalla foresta al villaggio, per permettere alla gente di danzare intorno agli alberi nel centro del villaggio.

Mattes, Eigenes Werk, Maibaum auf dem Münchner Viktualienmarkt, Pubblico dominio

Nei tempi precristiani gli atti rituali d’amore nei campi avevano la funzione di trasferire la fertilità umana alla terra. I monoliti chiamati Brautsteine nel Wendland (Woltersdorf e Trebel, Bassa Sassonia), che erano considerati come sposi pietrificati, giocavano qui un ruolo speciale. Si dice che fosse l’abitudine per le ragazze di scivolare su queste pietre con i loro genitali esposti nella notte di Valpurga per richiamare il loro amante. Molte delle usanze delle feste di primavera ruotavano intorno alle giovani coppie, simbolo della comunità umana. La passeggiata tra due fuochi di Valpurga si supponeva che purificasse e tenesse lontano le epidemie e a questa simbologia si ispirano ancora oggi i falò, che vengono tuttora accesi in molte parti della Germania.

I popoli originari delle montagne dello Harz celebravano in questo giorno una festa di primavera, accompagnata da vari sacrifici, come celebrazione stagionale e delle nozze del supremo dio germanico Wotan (Odino). Tale ricorrenza era caratterizzata dall’accensione di falò notturni, uniti a canti propiziatori per la purificazione del bestiame, oltre che alle invocazioni per un buon raccolto estivo, per l’abbondanza, la prosperità, la fertilità. Attraverso travestimenti con maschere di streghe, spari e falò si scacciavano anche gli spiriti maligni.

La parola Hexe deriva dalla parola antico alto tedesca hagazussa, in origine usata dai nativi germanici dell’Europa centrale per indicare le donne sagge e le sacerdotesse, che godevano di grande stima e fiducia tra la gente.
Il termine è cambiato sotto l’influenza della Chiesa cristiana. Con la cristianizzazione molto rigorosa, le vecchie usanze furono condannate come pagane e il loro significato originale, che secondo alcuni ricercatori risale a strutture sociali matriarcali, si perse nei secoli. Nei tempi precristiani non c’era una credenza fermamente ancorata alle streghe nella regione di Harz, invece a partire dal XV secolo il termine Hexe venne usato per indicare le donne che avevano padronanza delle arti segrete o possedevano poteri magici. Si supponeva che le streghe avessero ottenuto tutte le loro capacità demoniache attraverso un patto con il diavolo.
Nell’ Alto Medioevo si riteneva che le streghe fossero in grado di causare malattie e morte, oltre che danni materiali. Intorno al XVI secolo si aggiunse l’idea del sabba delle streghe, una specie di messa nera in cui il diavolo veniva adorato dalle streghe e i simboli e le azioni cristiane venivano pervertiti. Secondo le dicerie la dissolutezza sessuale, la stregoneria dannosa, i rituali osceni come baciare le natiche del diavolo, le danze selvagge, il cannibalismo e l’infanticidio facevano parte del programma di queste feste notturne.

Secondo la leggenda medievale e la letteratura del XV e XVI secolo nella notte di Valpurga le streghe si riunivano nel Hexentanzplatz vicino a Thale, da dove volano insieme su scope, forconi, gatti e macchine volanti fino al Brocken, dove si svolge la vera e propria festa delle streghe. Nonostante la sua bassa altezza (1.141metri) il monte tende ad essere coperto dalla neve da settembre a maggio e è avvolto da foschia e nebbia per quasi 300 giorni all’anno. Questo ha alimentato le leggende. Si narrava che tutte le streghe ballassero in un grande cerchio intorno al fuoco con le spalle rivolte l’una all’altra e poi baciassero il sedere del diavolo. Poi si sposavano con il diavolo, che disegnava sulle streghe il cosiddetto marchio della strega e dava loro la capacità di fare magie.

Wikipedia– Hexenaltar und Teufelskanzel, zwei granitische Felsformationen auf dem Brocken, Corradox – Eigenes Werk, Granitstücke
auf dem Brocken. Links Hexenaltar und rechts Teufelskanzel, CC BY-SA 3.0
Bloks Bergs Verrichtung, Johannes Praetorius, 1668, Pubblico Dominio

Nei secoli passati un “unguento della strega (Hexensalbe)” fatto con vari ingredienti “magici”, tra cui la segale cornuta, il vischio, il giusquiamo, l’erba di San Giovanni, la datura, la belladonna, la cicuta e altre piante, forniva la giusta atmosfera. Prima del loro volo e dell’orgia le cossidette “streghe” strofinavano se stesse e il loro equipaggiamento di volo con questo unguento, che provocava un forte stato di ebbrezza e che probabilmente dava alle donne la sensazione di volare stimolando anche la loro immaginazione sessuale. Fu probabilmente sotto l’influenza di questa sostanza intossicante che nacquero i racconti sulle orge con il diavolo.

Ai piedi della Hexentanzplatz di Thale, alcuni appassionati avevano provato a produrre “l’unguento delle streghe” secondo antiche ricette risalenti al Medioevo al fine di venderlo come souvenir ai turisti. La vendita è, in seguito, stata vietata dalle severe norme giuridiche in tema sanità in quanto l’ungento medievale è stato classificato dalla medifica moderna come narcotico.

Il Faust di Goethe e la festa di Valpurga moderna

Johann Wolfgang von Goethe rese popolare la tradizione attraverso la sua tragedia Faust, Faust I e Faust II (Valpurga classica). Nel Faust I nelle scene Walpurgisnacht e Walpurgisnachtstraum Faust è attirato da Mefisto alla danza delle streghe sul Brocken, dove vengono catturati da una folla di streghe che cavalcano fino alla cima della montagna dove il diavolo tiene banco. Faust desidera arrivare in cima: “Lì la folla si accalca verso il maligno; lì bisogna risolvere molti enigmi”. Ma Mefisto persuade Faust a partecipare invece a una festa di streghe, dove ben presto entrambi si abbandonano a danze lascive con due streghe lussuriose. Faust interrompe la danza quando un topo rosso salta fuori dalla bocca della sua compagna e gli appare una bambina pallida e bella che gli ricorda Gretchen e che porta un cordone rosso al collo (una prefigurazione della morte di Gretchen). Per distrarre Faust da questa immagine Mefisto lo conduce su una collina dove si apre un siparietto onirico delle nozze d’oro di Titania e Oberon, sovrani degli elfi. La scena Walpurgisnachstraum è liberamente ispirata alle leggende britanniche e all’opera “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare.

Faust- Walpurgisnacht vv. 3956-3963 Hexen (im Chor)
Die Hexen zu dem Brocken ziehn,
Die Stoppel ist gelb, die Saat ist grün.
Dort sammelt sich der große Hauf,
Herr Urian sitzt oben auf.
So geht es über Stein und Stock,
Es farzt die Hexe, es stinkt der Bock.

Stimme
Die alte Baubo kommt allein,
Sie reitet auf einem Mutterschwein

[…] Faust- Walpurgisnacht vv. 4035-4061 Mephistopheles
Da sieh nur, welche bunten Flammen!
Es ist ein muntrer Klub beisammen.
Im Kleinen ist man nicht allein.

Faust
Doch droben möcht ich lieber sein!
Schon seh ich Glut und Wirbelrauch.
Dort strömt die Menge zu dem Bösen;
Da muß sich manches Rätsel lösen.

Mephistopheles
Doch manches Rätsel knüpft sich auch.
Laß du die große Welt nur sausen,
Wir wollen hier im stillen hausen.
Es ist doch lange hergebracht,
Daß in der großen Welt man kleine Welten macht.
Da seh ich junge Hexchen, nackt und bloß,
Und alte, die sich klug verhüllen.
Seid freundlich, nur um meinetwillen;
Die Müh ist klein, der Spaß ist groß.
Ich höre was von Instrumenten tönen!
Verflucht Geschnarr! Man muß sich dran gewohnen.
Komm mit! Komm mit! Es kann nicht anders sein,
Ich tret heran und führe dich herein,
Und ich verbinde dich aufs neue.
Was sagst du, Freund? das ist kein kleiner Raum.
Da sieh nur hin! du siehst das Ende kaum.
Ein Hundert Feuer brennen in der Reihe
Man tanzt, man schwatzt, man kocht, man trinkt, man liebt
Nun sage mir, wo es was Bessers gibt?

Faust
Willst du dich nun, um uns hier einzuführen,
Als Zaubrer oder Teufel produzieren?

Faust I- estratto della Walpurgisnacht
La Visione di Faust nella notte di Valpurga sul monte Blocksberg, dipinto di Luis Ricardo Falero (1880), Pubblico dominio
Kupferstich von W. Jury nach Johann Heinrich Ramberg (1829) zu Goethes Faust I: „Ein bißchen Diebsgelüst, ein bißchen Rammelei. So spukt mir schon durch alle Glieder die herrliche Walpurgisnacht.“, Pubblico Dominio

Qui potete leggere l’edizione intera del Faust in italiano o in tedesco:

Faust- erster Teil

Progetto Manuzio- Faust (italiano)

La prima festa di Valpurga moderna organizzata sul Brocken ebbe luogo nel 1896. A partire dal 1899 i partecipanti ai festeggiamenti potevano addirittura viaggiare fino alla cima più alta delle montagne dello Harz con la ferrovia del Brocken. La notte di Valpurga venne celebrata sul monte fino al 1901, quando l’allora proprietario del Brocken, il principe di Stolberg-Wernigerode, vietò lo spettacolo satanico.

Brockenbahn um 1900, Dominio Pubblico

Nel periodo successivo a partire dal 1927 sempre più città dello Harz organizzarono le proprie celebrazioni della Notte di Valpurga.
Durante il periodo della DDR furono vietate le celebrazioni ufficiali in quanto, con le loro radici religiose e superstiziose, non erano conformi alle idee dello stato ateo. Fu solo dopo la fine della DDR che si svolsero di nuovo grandi feste con streghe e diavoli nei luoghi tradizionali della parte orientale delle montagne. Oggi si festeggia nella maggior parte delle città dello Harz, alcune feste hanno solo un’importanza locale, ma altre attirano visitatori da più lontano.
Gli eventi si sono sviluppati rapidamente in eventi di massa con il carattere di una festa popolare e culturale, capace di attirare partecipanti da tutta la Germania. Tutte le celebrazioni di Walpurgia nelle montagne di Harz attirano attualmente un totale di circa 100.000 visitatori ogni anno.

La sofisticata miscela di costumi, magia ed erotismo continua ad affascinare tutte le fasce d’età. La festa è spesso accompagnata da fuochi d’artificio e spettacoli teatrali, e in alcuni luoghi è in programma anche l’elezione di una Regina di Maggio. Nel corso della cristianizzazione, poco più di 1000 anni fa, il nome e il contenuto di questo spettacolo pagano furono formalmente adattati ai nuovi tempi, tuttavia sono rimasti tratti pagani nelle celebrazioni.

Il fuoco delle streghe (chiamato anche “fuoco di maggio”) viene acceso per scacciare gli spiriti maligni in molte parti della Germania e degli antichi territori norreni e germanici. In alcune zone ha luogo il Maisprung, un’usanza in cui è comune che gli amanti saltino insieme nel fuoco di maggio oppure vengono bruciate streghe di legno, come succede in Italia a metà della Quaresima. Nelle Alpi svizzere sono sopravvissuti i cosiddetti Tanzbödeli, ovvero luoghi dove, durante il processo di calvinizzazione, i giovani si incontravano per festeggiare in segreto, nonostante il divieto di musica e di ballo da 150 anni. A Marburgo la celebrazione di maggio è caratterizzato ogni anno da un “Maieinsingen” (canto di maggio a mezzanotte) del magistrato e di centinaia di persone sulla piazza del municipio.
Nel Palatinato, nell’Eifel, nel Saarland e nel Baden meridionale oltre ai tradizionali roghi nella notte delle streghe (qui Freinacht) gruppi di giovani vanno in giro a fare scherzi. Particolarmente popolare tra questi scherzi è lo spostamento di zerbini, pattumiere o attrezzi da giardino.

Walpurgisnachtfeier 2007 in Heidelberg, Andreas Fink, eigenes Werk, CC BY-SA 2.0 de


In Austria, nella Repubblica Ceca, nel Baden-Württemberg, in Baviera e nell’Alta Lusazia (Lausitz) la sera del 30 aprile si erige di solito un palo di maggio, che di solito è un abete rosso o un abete. In altre regioni, invece, questo viene fatto esclusivamente la mattina del 1° maggio.

Nella Renania l’amante mette un albero di betulla decorato con carta crespa colorata presso o davanti alla casa della sua amata durante la notte.
Infine la Svezia e la Finlandia tengono le più grandi feste studentesche dell’anno nella notte di Valpurga con molti canti, risate e bevute intorno al fuoco di maggio. I luoghi principali delle celebrazioni sono le città studentesche svedesi di Uppsala e Lund: a Uppsala, i festeggiamenti del Valborg includono una gara di rafting con zattere di polistirolo attraverso il centro della città, il tradizionale saluto con i “cappelli da studente” (cappelli da capitano che si comprano quando ci si diploma al liceo) davanti alla biblioteca universitaria Carolina Rediviva, e un concerto del coro Orphei Dränger.

La foto degli studenti sulla zattera è visibile sul sito Schwedentor.

Infine anche in Italia, ad esempio nel Calendimaggio, si festeggiano varianti della Walpurgisnacht. Si tratta di una celebrazione che risale a popoli dell’antichità molto integrati con i ritmi della natura, quali celti, etruschi e liguri. Il Calendimaggio è una tradizione viva ancor oggi in molte regioni d’Italia come allegoria del ritorno alla vita e della rinascita: in cambio di doni (tradizionalmente uova, vino, cibo o dolci) i maggianti (o maggerini) cantano strofe benauguranti agli abitanti delle case che visitano. Simbolo della rinascita primaverile sono gli alberi (ontano, che cresce lungo i corsi d’acqua) e i fiori (viole, rose), citati nelle strofe dei canti, e con i quali i partecipanti si ornano.

Uno dei Calendimaggio più famosi si festeggia ad Assisi, come potete vedere in questa foto:

Calendimaggio.jpg
Assisi Calendimaggio, 2003, Gunnar Bach Pedersen, eingenes Werk, Pubblico Dominio
Walpurgishalle Hexentanz, Hermann Hendrich, Wandmalerei in der Walpurgishalle a Thale (Harz), 1901, motivi da Goethe, Pubblico dominio

Link per approfondire:

Das Bodental- Sagenharz- Reich der Sagen und Mythen

Harzlife- Walpurgisnacht– Geschichte und Hintergrundwissen

Harzlife- Walpurgisnacht

Harzlife- Vom Hexenglauben zur Walpurgisnacht

Bibi Blocksberg– Video e canzoni per bambini

Wikipedia- Beltane (italiano)

Wikipedia- Le nebbie di Avalon, Marion Zimmer Bradley

Wikipedia- Walpurgisnacht (tedesco)

Wikipdia- La notte di Valpurga (italiano)

Wikipedia-Heilige Walpurga

Wikipedia- Maibaum

Wikipedia- Calendimaggio di Assisi (italiano)

Faust- erster Teil

Progetto Manuzio- Faust (italiano)

Brausteine di Woltersdorf

Solstizio d’inverno, festa della luce e della rinascita

Schwedentor- Walpurgisnacht

Geethezeitportal- Hexentanz, Walpurgisnacht auf dem Brocken, Bilder und Texte

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