Sassonia Anhalt, stop al voto

Cala ancora l’affluenza alle urne, ma anche il consenso verso l’estrema destra. La Cdu riconquista la maggioranza in quasi tutti i collegi elettorali. Crolla la sinistra e anche l’Spd.

di Mavi Caporali

Alla chiusura delle urne, alle 18, i primi conti sono già sul tavolo. Alternative für Deuschland non ce l’ha fatta a diventare, come sperava, il primo partito in Sassonia Anhalt, la Cdu conserva con ampio margine la leadership di una futura coalizione e il Fdp rientra dopo dieci anni nel parlamento statale. Pesante il crollo di Die Linke, che in due tornate elettorali ha perso metà dei voti: nel 2011 era il secondo partito con il 23,7 per cento, oggi i primi risultati le danno l’11 per cento. L’Spd continua a perdere (ma la tendenza è nazionale) e ottiene un risultato a una cifra: 8,4, due punti percentuale in meno della precedente consultazione. A sinistra solo i Verdi migliorano con il 5,9 dei consensi, anche se non riescono a tornare al risultato del 2011, quando avevano il 7,1 per cento.

 

 

Che le proiezioni iniziali rispecchino un risultato dato per acclarato lo dicono anche i commenti a caldo: delusi i Verdi (“Siamo cresciuti, ma non come speravamo”, ha detto Annalena Baerbock), delusissima Die Linke (“È senza dubbio una sconfitta”, ammette subito Dietmar Bartsch), entusiasti i liberali per aver superato lo sbarramento del 5 per cento. Per loro, tra l’altro, si tratta di una tendenza positiva che già si era vista negli altri Länder andati al voto nel 2021, e che sembra di buon auspicio per le elezioni federali di settembre.

Chi fa buon viso a cattivo gioco è Tino Chrupalla, leader di AfD, che si mostra trionfante anche se il suo partito perde parte del sostegno conquistato nel 2017. Ma la sconfitta in Sassonia Anhalt è poca cosa se paragonata alla batosta presa in NRW e in Baden-Württemberg, dove i loro voti sono stati più che dimezzati. Qui si tratta di una perdita di tre punti percentuale, che solo nei prossimi giorni dirà quanto questo si tradurrà  in una diminuzione del numero di seggi a disposizione.

——> Sachsen-Anhalt, i risultati di tutte le circoscrizioni

Reiner Haseloff, Ministerpräsident uscente, è il più composto nel commentare il voto, spiega che la perdita di consenso dei suoi precedenti alleati (era a capo di una cosiddetta “Coalizione Kenya”, con Verdi e Spd) renderà non facile la formazione di un nuovo governo. Esclusa da tempo la possibilità di una compagine con la presenza di AfD, e al contempo di una con Die Linke, resta la possibilità di ripristinare la vecchia alleanza, di allargarla ai liberali oppure di sostituire i Verdi con Fdp. La soddisfazione maggiore, quella che Haseloff non esplicita ma è tuttavia è percepibile, è quella che gli viene da una vittoria tutta interna alla Cdu. Il grande consenso ottenuto dai cristiano democratici è soprattutto un riconoscimento al suo centrismo, ben diverso dagli ammiccamenti verso l’estrema destra dei suoi colleghi di partito a livello locale, primi fra tutti Frank Scheurell, uno che considera i Verdi il suo principale nemico e che più volte si è trovato in sintonia con le posizioni di AfD.

A Wittenberg, il suo collegio, Haseloff ottiene il 54 per cento. Un gradimento molto alto (20 punti percentuale in più rispetto al 2017) e tutto personale. Ma a Wittenberg c’è una sconfitta che marca ancora di più il successo del Ministerpräsident. È quella di Vorkel Scheurell, fratello di Frank, che si è candidato per AfD e ha portato a casa poco più del 18 per cento, uno dei peggiori risultati del partito nel Land. Nel 2017 non era andata benissimo, ma almeno la soglia del 20 per cento era stata superata. Stavolta no, ed è un chiaro segnale. Che la posizione di Haseloff fosse la più adatta a tenere a freno il voto verso l’estremismo lo mostrano altri risultati nelle singole circoscrizioni elettorali. Per esempio in quella di Bitterfeld- Wolfen, dove era candidato Lars-Jörn Zimmer, un altro dei politici Cdu che, dopo aver ipotizzato la necessità di un dialogo con Alternative für Deutschland – esplicitata in un memorandum che aveva fatto molto discutere anche a livello nazionale – era poi ritornato su posizioni più moderate. Zimmer nel 2017 era stato sconfitto dal candidato AfD Daniel Roi. Stavolta nel confronto diretto con Roi ha avuto la meglio, facendo crescere la Cdu di quasi nove punti e ottenendo, nei risultati definitivi, il 35,3 per cento.  Come ha fatto? Molto semplicemente, si è allineato con la strategia di Haseloff, che alla fine è quella di non allearsi con l’estrema destra ma piuttosto di sposarne l’agenda facendola propria.

—–> La mappa del voto

Tuttavia, guardando gli spostamenti dei voti in queste ultime elezioni, c’è un altro dato che emerge: la Cdu sembrerebbe “mangiare” i voti degli elettori di Spd e Linke, i più preoccupati di una avanzata dell’estrema destra, mentre non si smuovono dalle loro posizioni gli elettori dei Verdi. Un problema che andrà affrontato, se non si vuole che il “voto utile” finisca per rendere inutile la loro presenza.

—–> Interattivo: naviga nei risultati dal 1990 a oggi. Quanto ha perso o conquistato il tuo partito di riferimento? 

 

Bild von Birgit Böllinger auf Pixabay

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