Christopher Street Day, si comincia

Dal 9 al 17 luglio torna a Lipsia la settimana del Christopher Street Day.  Canti, balli, bandiere arcobaleno e 27 richieste. 

di Marianna Di Marzio

Alle 16 di venerdì 9 luglio la bandiera arcobaleno verrà issata sul Neues Rathaus: sarà il segnale di inizio per la settimana del Christopher Street Day (CSD) che quest’anno avrà come parola chiave (un)sichtbar – l’invisibilità, soprattutto delle persone queer disabili – e che si snoderà lungo decine di appuntamenti in città, fino alla sua conclusione il 17 luglio con un concerto in piazza. Saltata lo scorso anno a causa della pandemia, questa 29esima edizione torna sia in presenza sia online: alcuni degli eventi (tra cui la manifestazione finale) saranno infatti in diretta streaming.

—–> Leggi il programma completo

Ma cos’è il CSD e come lavora? Il Christopher Street Day – conosciuto altrove come Gay Pride – è il punto conclusivo di un percorso fatto da associazioni, gruppi di cittadini, partiti politici e amministrazione comunale che hanno come obiettivo l’inclusività indipendentemente dall’orientamento sessuale. Il nome viene dalla strada di New York in cui, nel 1969, ci furono scontri tra la comunità gay e la polizia, in quella che è conosciuta come “la rivolta di Stonewall”

In Sassonia le attività legate al CSD sono sostenute con i fondi stanziati ogni anno dal parlamento regionale. L’amministrazione comunale di Lipsia ribadisce come “ l’uguaglianza legale e reale e il rispetto di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender e intersessuali” sia un proprio compito centrale”. Sul sito del Comune potete trovare una mappa (qui in formato grande) che indica i luoghi della città in cui è possibile ottenere informazioni su programmi e progetti, trovare assistenza e aiuto, avere incontri pubblici e confronti.

L’Europa, non sempre terra di diritti

Nonostante questo impegno c’è ancora molto da cambiare sia a livello locale che federale per avere una effettiva uguaglianza. Il CSD indica in 27 punti quelle che ritiene essere norme urgenti, anche se non tutte dipendono dalla politica tedesca. Un esempio è il punto 8, alla luce della recentissima legge anti Lgbti in Ungheria approvata a giugno ed entrata in vigore l’8 luglio. Si chiede che “ la Germania lavori per garantire che tutti gli stati membri dell’Unione Europea rispettino e proteggano i diritti queer”, impresa che chiaramente non è alla portata del Bundestag né di altri governi europei – basti vedere il botta e risposta tra il premier ungherese Orban e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

L’omosessualità è ancora considerata “comportamento a rischio”

Tuttavia ci sono altri punti che illustrano quale sia a livello legislativo la situazione in Germania e quanto si potrebbe migliorare con la volontà del Parlamento. A partire dalla normativa sulla donazione del sangue, inserita all’interno della Transfusionsgesetz e che ha come riferimento le linee guida dell’Associazione medica tedesca (Bundesärztekammer). È il punto 12 delle richieste del CSD. Fino al 2017 l’Associazione medica tedesca ha praticamente escluso gli uomini omosessuali dalla donazione. Solo dopo proteste a livello europeo ha cambiato il proprio regolamento, “consentendo” anche ai maschi omosessuali di poter donare il sangue a patto di non aver avuto rapporti sessuali negli ultimi 12 mesi (la cosiddetta “finestra diagnostica”). Il 18 maggio scorso il gruppo Die Linke ha presentato una richiesta al parlamento sassone perché il ministro della Salute si faccia promotore di una modifica del regolamento a livello federale. Non più una valutazione di “comportamento a rischio” sulla base dell’orientamento sessuale, ma una valutazione delle singole persone come idonee o meno alla donazione. Nel frattempo ila Bundesärztekammer – che, vale la pena ricordarlo, sostiene che l’esclusione a prescindere dei gay è la soluzione meno  belastenden – ha pubblicato il 24 giugno i risultati dell’ultimo incontro del gruppo di lavoro sul tema, che indicano in 4 mesi – e non più in 12 – la finestra diagnostica utile a escludere rischi per le coppie stabili omosessuali.

Intersessualità, il dialogo che non c’è

Non è questa l’unica discriminazione che ancora esiste. C’è un tema poco discusso anche nel resto d’Europa e che riguarda le operazioni chirurgiche sulle persone intersessuali, cioè che presentano sia caratteri maschili che femminili. La Germania, che pure nel novembre 2017 ha approvato una legge che consente la registrazione di un terzo genere all’anagrafe, non ha un divieto specifico per quel che riguarda le operazioni fatte su bambini e bambine per far prevalere in loro uno dei due sessi. È quello che chiede il CSD al punto 9 delle proprie proposte, valutando che quanto fatto finora su questo tema sia ancora insufficiente. “La sterilizzazione contro la volontà delle persone interessate”, scrivono, “è vietata in Germania, né i genitori né il bambino stesso possono acconsentire (§ 1631 BGB). Ma non c’è alcuna restrizione al consenso se la procedura viene indicata come un trattamento medico, poiché l’intersessualità viene definita un disturbo della differenziazione sessuale. Molte delle persone che lo hanno subìto lo descrivono come un fatto estremamente traumatizzante.  Chiediamo quindi la fine di questa pratica”. Un calcolo parziale dice che in Germania siano circa 160mila le persone intersessuali, ma secondo la CSD altre decine di migliaia non hanno mai saputo di esserlo.

—–> Die Zeit – Hallo, ich bin die Dritte Option . Un reportage di Annett Heide

—–> Dall’archivio di Ard: Intersexualität: Warum es mehr als zwei Geschlechter gibt

L’elenco delle richieste del Christopher Street Day è ancora lungo: l’inserimento del divieto di discriminazione a causa dell’orientamento sessuale nell’articolo 3 della Legge fondamentale, l’istituzione di una figura di mediazione (Ansprechpersonen) all’interno di tutte le forze dell’ordine – che siano poliziotti o giudici di tribunale – , l’abolizione della Transsexuellengesetz, la garanzia di una educazione sessuale nelle scuole basata su principi scientifici, la consapevolezza che l’identità di genere riguarda anche le persone anziane.

Molte di queste cose non sono visibili per tanti degli spettatori del Christopher Street Day o non lo sono state finora. L’invito, a partire da domani, è di guardarle un po’ più da vicino. Citiamo il punto 27 dell’elenco di richieste:

Der CSD Leipzig fordert, dass die hier benannten Probleme als gesamtgesellschaftliche Probleme begriffen werden!

 

foto di copertina: Lipsia, Christopher Street Day 2013, foto di Rot-Braun Magdeburg su licenza Creative Commons CC BY-SA 3.0 DE

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...