Fine dei test gratuiti in Germania, la strategia giusta?

Domenica 10 ottobre è stato l’ultimo giorno in cui è stato possibile per tutti sottoporsi a un test gratuito. Da lunedì solo le categorie esentate potranno accedere senza pagare. Il governo, in assenza di un obbligo sanitario, spera così di “convincere” le persone a vaccinarsi.

di Mavi Caporali

A partire da oggi, 11 ottobre 2021, in tutta la Germania entra in vigore il nuovo regolamento che prevede l’eliminazione del test gratuito per i residenti (Bürgertest). Resta la gratuità solo per quanti non hanno la possibilità di vaccinarsi, e nello specifico questa esenzione è riconosciuta a:

  • bambini e adolescenti che non hanno ancora compiuto 18 anni (fino al 31 dicembre 2021). Dal 1° gennaio 2022 la prova gratuita sarà riservata ai bambini fino a 12 anni (compiuti al massimo da tre mesi).
  • Persone che non hanno potuto essere vaccinate a causa di una controindicazione medica o che non hanno potuto essere vaccinate negli ultimi tre mesi prima del test. Ciò vale in particolare per le donne in gravidanza, che fino al 31 dicembre 2021 possono sottoporsi a test gratuiti. Le donne entro il primo trimestre di gravidanza (per le quali non esiste ancora una raccomandazione generale di vaccinazione) avranno ancora test gratuiti dal 1° gennaio 2022.
  • Le donne che allattano, per le quali la raccomandazione alla vaccinazione è stata emessa solo a settembre 2021. Per un periodo di tre mesi, fino al 17 dicembre 2021, avranno ancora diritto a un test gratuito una volta a settimana. Terminato il periodo di transizione, dovranno vaccinarsi o pagare il test quando necessario.
  • Studenti stranieri che sono in Germania per studiare e che sono stati vaccinati con un vaccino non approvato dal Paul Ehrlich Institut (come i vaccini utilizzati in Russia o a Cuba)
  • Persone che partecipano a studi clinici sull’efficacia dei vaccini contro il coronavirus.
  • Persone in quarantena che hanno bisogno del test per uscire dall’isolamento
  • visitatori di strutture di cura, ospedali, case di riposo

Per tutte le restanti categorie i test antigenici per residenti tornano a essere a pagamento. Il costo varia da struttura a struttura: si va da un minimo di 13 euro (verifica effettuata in data 11.10.21) e fino a un massimo di 39 euro. Per gli studenti è previsto un costo agevolato di 6,90 euro. Alcuni centri/farmacie offrono anche una “opzione fedeltà”: un pacchetto di dieci test a un prezzo speciale, inferiore cioè al costo di dieci singoli test. Senza un prezzo stabilito d’autorità, il pericolo è che i test finiranno per essere assoggettati alle leggi di mercato, cosa che potrebbe presto portare a un loro rapido aumento. Questo lo si è già visto con i test  fai da te acquistabili nei supermercati, il cui prezzo è aumentato nelle ultime settimane fino al 50 per cento in più.

I test fai da te sono ancora validi?

Il testo della legge prevede che sia possibile effettuare un cosiddetto “test fai da te” all’ingresso delle strutture per le quali è previsto l’obbligo delle 3G. Il test sarà effettuato dal personale e avrà validità solo per l’ingresso nella suddetta struttura. Come spiegato nel sito della Sassonia, “chi fa un test per entrare dal parrucchiere non potrà poi utilizzarlo per andare al ristorante”.

Anche nei luoghi di lavoro sarà possibile per i dipendenti effettuare un test fai da te sotto supervisione. Se la supervisione è fatta da personale specializzato o appositamente formato, nell’ambito della legge sulla protezione nei luoghi di lavoro, il test avrà validità di 24 ore anche al di fuori del luogo di lavoro. Il modulo per compilare questo test è scaricabile anche dal sito della Sassonia. Attenzione: per essere valido come test 3G deve essere effettuato secondo il Vier-Augen-Prinzip, cioè “effettuato da una terza persona o monitorato in loco”.

Contrariamente a quanto avviene in Italia, il Green Pass sul luogo di lavoro è finora richiesto solo in caso di contatto diretto con i clienti o con gli utenti. Il test per i non vaccinati o guariti si effettua due volte a settimana (se l’incidenza a sette giorni è sopra i 35, in conformità con la sezione 7 paragrafo 2 dell’Ordinanza sulla protezione della corona sassone ) e non su base quotidiana. Inoltre, il costo è a carico del datore di lavoro.

Il Ministero avverte che i test online, offerti in particolare da due provider, non sono da considerarsi validi ai sensi della legge sulla protezione dalle infezioni. Le due società che li offrono sostengono invece che possono essere considerati equivalenti. 

——> Rnd: come funziona il test online? 

Quali centri resteranno aperti?

La fine delle sovvenzioni pubbliche per i test antigenici ha messo in crisi molte strutture appositamente aperte per questo. Si stima che il numero di test a pagamento effettuati volontariamente sarà significativamente inferiore a quello dei test gratuiti, e questo comporterà meno introiti e quindi maggiori oneri a carico delle strutture stesse. Alcune (come quella istituita a Karli 12, nella sede del sindacato) hanno annunciato già la chiusura, altre attendono di conoscere gli sviluppi per capire i margini di guadagno. Purtroppo non esiste ancora una mappa aggiornata dei centri dove effettuare i test: sul sito del Comune di Lipsia l’elenco delle strutture risale a maggio 2021. Finora per ogni Schnelltest era garantito un rimborso da parte del governo federale nella misura di 18 euro complessivi fino a giugno, rimborso che poi è stato ribassato a 11,50 euro, secondo quanto dichiarato dall’Ufficio federale della sicurezza socialeall’emittente Rnd.

Critiche alla fine dei test gratuiti

Sono passati solo pochi mesi da quando l’uso dei test veniva presentato come una delle migliori strategie per fermare la diffusione del virus. Il governo e il Rober Koch Institut consideravano il test “uno strumento essenziale” nella lotta contro il Covid, e la stessa posizione era condivisa dai Länder, compreso quello sassone. 

La decisione del governo federale presa ad agosto, se pur lodata da diverse parti e difesa dal ministro della Salute Spahn, ha incontrato anche numerose critiche. Secondo il Marburger Bund, l’associazione dei medici tedeschi, in futuro si potrebbe avere un aumento delle infezioni, perché molte persone non si faranno testare e quindi potrebbero, soprattutto in caso di asintomaticità, essere veicoli inconsapevoli del virus.

Condivide questa preoccupazione anche Andreas Bobrowski, presidente del Berufsverband Deutscher Laborärzte. “Non soltanto i  test a pagamento peggioreranno significativamente la situazione epidemiologica”, dice Bobrowski in un’intervista al quotidiano berlinese Taz, ma sono ingiusti anche dal punto di vista sociale”. Quanto al fatto che possano spingere le persone a vaccinarsi, come spera il ministro Spahn, si tratta, secondo Bobrowski, “di un’idea populista”. 

Critiche sono arrivate anche da Verdi e Linke. Per i primi c’è il “rischio di una pandemia-ombra”, come ha dichiarato il responsabile del dipartimento Salute Janosch Dahmen . “Senza test gratuiti”, ha detto in una intervista, “otterremo meno risultati dei test e tante infezioni non verranno rilevate”.

——>  Video – Dahmen: Test müssen kostenlos bleiben

Die Linke, dal canto suo, sostiene che, finché i test saranno obbligatori, dovranno essere gratuiti. Una eventuale “pressione” sulla popolazione per la vaccinazione si fa “con l’educazione” e non con la coercizione economica.

Di problema sociale e discriminazione economica parla anche il Paritätische Gesamtverband. Secondo l’amministratore delegato Ulrich Schneider, citato da Rnd, “i ricchi che sono scettici sui vaccini e che possono permettersi anche i test a pagamento, sono privilegiati”.

Anche in Sassonia c‘è chi dice no

Il sindaco di Freiberg  Sven Krüger (fino al 2018 membro dell’Spd) e il sindaco di Stollberg Marcel Schmidt (Freie Wählerunion) hanno deciso di mantenere il test gratuito per i propri cittadini. Ne riferisce Mdr. A Groitzsch il sindaco Maik Kunze (Cdu) ha intenzione di istituire due diverse fasce di prezzo calmierando i test per i residenti, che costeranno 5 euro

Quanto alla popolazione, un breve sondaggio di Rdn mostra come la maggior parte dei lettori non creda che i test a pagamento porteranno a un aumento delle vaccinazioni.

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