L’amore molesto (che lascia perplessi)

Il “Caffé letterario” del 2021 si è chiuso con la lettura del primo libro di Elena Ferrante.

di Davide Gottini e Francesca Di Costanzo

Martedì 7 dicembre si è tenuto l’ultimo incontro del 2021 con il “Caffè letterario”.

Questa volta ci siamo confrontati su “L’amore molesto”, primo romanzo di Elena Ferrante, pubblicato da Edizioni e/o nel 1992 e ristampato nel 2012 in una trilogia che include anche ‘I giorni dell’abbandono’, e ‘La figlia oscura’.

Delia, protagonista di questo thriller psicologico, indaga in totale autonomia e indipendenza sulla morte della madre. Il corpo senza vita di Amalia, madre della protagonista, viene ritrovato in mare a seguito di quello che appare un suicidio per annegamento. La ricerca della verità si trasforma ben presto in un viaggio nel passato. Delia ricostruisce la vita di sua madre (sebbene solo quella sentimentale), per svelare il mistero della sua morte. La polizia non sembra interessata alla vicenda, i familiari non vengono mai interrogati, persino la porta di casa della vittima si apre come per magia. 

Delia si dedica soprattutto all’analisi delle figure maschili presenti nella vita di Amalia: lo zio Filippo, anziano e instabile; il marito, violento e possessivo; e il fantomatico Caserta, sospetto amante della madre. Tuttavia, la ricerca del possibile assassino non sembra mirare a concludersi in qualcosa di concreto. 

Il romanzo della Ferrante è stato accolto dal nostro gruppo di lettori/lettrici con pareri contrastanti.

Se da un lato il ritmo serrato della narrazione ha trovato il parere positivo di alcun*, dall’altro la mancanza di reali “fatti narrati” ha lasciato perpless* molt*.

A lungo ci siamo soffermat* sulla figura di Amalia, protagonista indiscussa della storia, mamma di Delia, voce narrante. La descrizione dei fatti che la riguardano, costituita da una continua alternanza di presente/passato/immaginazione, è filtrata dall’amore-ossessione che la figlia ha provato/prova per lei.

Per i/le partecipanti al nostro gruppo di lettura è risultato quindi difficile trovare una chiave di lettura univoca del personaggio stesso.

Oggetto della nostra chiacchierata è stata anche l’analisi delle figure maschili presenti nel romanzo, e dei personaggi in generale, tra i quali spicca la totale assenza di un “eroe positivo”.

Se dicembre è il mese in cui si tirano le somme, i numeri del “Caffè letterario” sono certamente positivi:

– 8 incontri (di cui 3 in presenza);

– 7 titoli;

– un bel gruppo, al quale si sono aggiunti nel tempo sempre nuovi partecipanti.

Ed è proprio ai partecipanti va il ringraziamento più grande, per aver reso ogni appuntamento interessante e ricco di spunti di riflessione.

Il 2021 ed il Caffè letterario ci hanno confermato che da piccole idee possono nascere grandi progetti. E che la forza della scrittura e la voglia di leggere sono in grado di superare qualsiasi barriera e impedimento. 

Chiunque voglia unirsi al gruppo, è sempre il benvenuto! Per informazioni scriveteci all’indirizzo biblioteca@italiani-a-lipsia.de

Saremo lieti di rispondervi.

Ci rivediamo a gennaio con Paolo Giordano e il suo romanzo “Divorare il cielo”.

Buona lettura!

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