Grande è la confusione sotto il cielo!

Anche la giornata di oggi è trascorsa tra annunci, passi avanti, passi indietro, notizie importanti, variazioni di intenti. Non si naviga a vista, ma certo non si rema tutti insieme. Ne sono prova, a livello europeo, le timide e faticose conclusioni del Consiglio europeo di ieri (qui, in italiano, il documento finale). La Sassonia non sfugge alla regola della confusione. Questa la nostra scelta degli argomenti di oggi

Vi ricordiamo che per tutte le informazioni sulle infezioni da Covid19 i soli siti di riferimento affidabili sono quelli istituzionali. Contribuite anche voi a non diffondere fake news! Postate consapevolmente. 

Sport pericoloso

Che la partita del RB Leipzig contro il Tottenham – il 10 marzo 2020 – non andasse giocata a porte aperte lo avevano detto in tanti ben prima del calcio di inizio. La decisione del sindaco Jung, presa pochi giorni dopo la sua rielezione per la carica di Oberburgmeister, era sembrata avventata. All’epoca già diverse partite erano state giocate a porte chiuse e di lì a pochissimo sarebbe arrivato lo stop a tutte le competizioni. Ora, a poco più di due settimane di distanza, vengono resi noti i “contagi certi” di alcuni spettatori, che a loro volta potrebbero aver contagiato altre persone.
——–> la notizia su Mdr

Il carcere ti i protegge

Anche in Germania le mascherine protettive vengono cucite dai detenuti. Ieri la ministra della Giusitizia della Sassonia, Katja Maier, ha visitato il carcere di Chemnitz dove la scorsa settimana sono state prodotte 15mila maschere protettive. A Torgau, sempre in Sassonia, ne vengono prodotte 2mila al giorno. Non è una novità in Europa: la scorsa settimana il Belgio ha chiesto ai laboratori di cucito delle carceri del regno di produrre 11mila mascherine, dopo che dalla Cina era arrivato il tessuto necessario. Succede anche in Austria, dove per esempio le detenute della prigione di Eisenstadt hanno ricevuto l’incarico di produrre mille mascherine per il locale ospedale cittadino.
——–> la notizia su Sachsen Fernsehen

———> l’approfondimento di Mara Boifava

Distillerie

Mancano i disinfettanti? Usiamo l’alcool a uso alimentare, quello che si utilizza nella preparazione dei liquori. Dopo il produttore Lautergold (la cui distilleria di grappa è nei Monti metalliferi) ora anche nell’Alta Lusazia si produce alcool ad alta gradazione da vendere alle farmacie e agli ospedali della regione affinché ne facciano disinfettanti. Del resto l’Organizzazione mondiale della Sanità, nel suo tutorial, indica espressamente l’alcool come compenente principale di un ottimo disinfettante fai-da-te. L’importante, spiegano i produttori, è non smettere di fabbricare (e bere) liquori. Come spiega un agricoltore polacco (l’Alta Lusazia è territorio di confine) “così ci si protegge dentro e fuori”.
———-> la notizia su Mdr 

Escursioni, si o no?

Nulla da fare, l’incertezza sulla distanza tra la nostra meta di passeggiata e la nostra casa resta alta. Il ministro degli Interni della Sassonia, Roland Wöller, ha affermato che il Wohnbereich è definitivamente abbandonato se, ad esempio, si va a fare escursioni o arrampicate nella Svizzera sassone pur abitando a Dresda. Ieri a Lipsia c’erano stati problemi tra la polizia e i Leipziger che erano andati al Cospudenersee, per via del limite dei 5 chilometri di distanza dalla propria abitazione. Poi in serata la stessa polizia aveva chiarito che quel limite non era scritto da nessuna parte.
——-> il video su Mdr

Santi in paradiso

Non è vero (non per tutti) che con questa pandemia non si sappia a che santo votarsi. Uno – o meglio, una – c’è. Si chiama Santa Corona e il reliquiario a lei dedicato si trova nella cattedrale di Aquisgrana (Aachen) .

–——> leggi l’articolo su Kirche und Leben

Andare in moto, grigliare.

Continua la nostra serie sui tweet della polizia sassone. Stavolta il Dipartimento risponde a un cittadino che vuole sapere (perché “la stagione chiama!”) se può farsi un giro in moto. E la risposta è “no”. Non è uno spostamento necessario, dice la polizia. Pronta la replica, con uno screenshot della regione Baden-Württemberg, dove invece si dice che certo, “si può”. Nessun’altra risposta dalla Sassonia.

 

Certo, poi c’è chi si diverte prendere in giro gli addetti stampa. Un utente, dal profilo palesemente satirico, chiede se può grigliare. Alla risposta negativa ribatte: “Ma nemmeno se ho già fatto gli inviti?”.

Stare a casa (o su un prato da soli) e leggere

Le biblioteche di Lipsia mettono a disposizione anche degli utenti non registrati il oro catalogo. Con pochi click è possibile accedere al servizio, che offre libri, giornali, ambienti didattici.
——> segui il link! 

Solidarietà

Anche Lipsia vive il problema dei senzatetto in un periodo in cui l’hashtag per tutti è #bleibzuhause. Da twitter arriva l’appello: servono donazioni per la casa di accoglienza per donne: sono attualmente necessari caffè, latte, zucchero, detersivo, fazzoletti di carta e articoli per l’igiene.

Consegne solidali 

Un’iniziativa partita da Dusseldorf per mettere in contatto i ristoratori con i potenziali clienti nel quartiere. Si chiama LocalGastro (cliccate sul link per vedere le città, ma per ora Lipsia non c’è).

Lo slogan? Mit leerem Magen ist niemandem geholfen. E l’hashtag per condividere #supportyourlocalgastro

Confini chiusi, semichiusi, aperti

Il confine tra Germania e Repubblica ceca resterà aperto per i pendolari, ma solo per quelli che lavorano nel settore sanitario. L’accordo è stato raggiunto in extremis, dopo che martedì il ministero degli Interno ceco aveva dichiarato che a partire da giovedì 26 non sarebbe stato più possibile il lavoro transfrontaliero. Un colpo per la sanità della Sassonia, la regione di confine, dove si calcola che siano circa 400 gli operatori del settore che ogni giorno fanno la spola.

Risolto questo problema, per la Germania si apre un altro fronte di negoziazione, quello con la Polonia: dalla mezzanotte di venerdì i pendolari polacchi non potranno più entrare e uscire liberamente dal Paese. Ufficialmente non è vietato loro di andare a lavorare in Germania, ma al rientro devono sottostare a 14 giorni di isolamento, cosa che rende appunto impossibile il pendolarismo. Si calcola che nel solo Brandeburgo siano 17mila i lavoratori provenienti dalla Polonia. Sul fronte della carenza di personale sanitario è la Sassonia la regione più colpita e il ministro sassone dell’Economia Martin Dulig ha offerto un pacchetto di aiuti economici per chi lavora nella sanità, per indurli a restare in territorio tedesco e continuare il loro lavoro in Germania.

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